Marine vince, ora un patto socialisti-Sarkozy

Francia
La Tour Eiffel resterà chiusa "fino a nuovo ordine". Lo ha comunicato la società che gestisce il monumento simbolo di Parigi. ANSA/LEVI

Prevale la forza anti-sistema ma socialisti e Républicaines sono vivi

I sondaggisti non si erano sbagliati. Marine Le Pen ha vinto le elezioni regionali francesi diventando il primo partito di Francia.

Il Front National, quando scriviamo, è sotto il 30%.  Davanti ai Républicaines di Sarkozy, non molto staccati. I socialisti di Hollande sono terzi, al 23% circa.

Se prima del secondo turno si costruirà un forte patto repubblicano Ps-Sarkozy la partita, almeno in alcune regioni, si può riaprire. I socialisti devono scuotersi, ri-darsi una linea politica, rinnovarsi. Non c’è niente da fare: quand la sinistra emana odore di vecchio, perde. Specie in tempi ultra-veloci come questi. Cambiate, con coraggio.

Ma la cosa più importante non sarebbe tanto questa, quanto avere una reazione solida da parte delle forze politiche fedeli, pur nelle differenze, ai grandi valori della democrazia francese. Quei valori che il lepenismo critica o addirittura nega, malgrado tutti i maquillages cui Marine ha sottoposto il partito del padre Jean Marie.

È in gioco una certa idea della Francia. E anche dell’Europa.

Prevale oggi, nel Midi come nell’est francese, l’antisistema, una risposta populista e illiberale alla crisi economica e soprattutto alla grande paura che domina la Francia da quel maledetto 13 novembre. Come se vi fosse una linea retta che dai marciapiedi insanguinati dell’XI arrondissement andasse dritta nelle urne premiando il Front National.

Però – lo vedremo meglio nei prossimi giorni – il partito di Sarkozy è ammaccato ma vivo, il partito socialista ancora più ammaccato ma vivo. Dalla Francia viene un segnale inquietante, certo, ma il paese non è tutto con Marine Le Pen, anzi. Non è finita qui, la battaglia.

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