Marchini a caccia dei voti di destra, da sinistra l’aiutino a Giachetti

Roma
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Durissimo derby a destra, e sia Alfio che Giorgia rischiano di non andare al ballottaggio

 

A Roma, in questa fase di una strana campagna elettorale, che deve ancora vederei i veri fuochi d’artificio, è in corso un duro “derby” a destra fra Marchini e la Meloni. E’ “Arfio”, che probabilmente è dietro la leader di FdI, che sta andando giù duro, alla caccia dei voti di destra; mentre lei appare un po’ sotto tono, come se aspettasse il rush finale o non fosse pienamente convinta della partita che sta giocando.

Dopo aver arruolato nella sua squadra di sostenitori,  tanto per fare concorrenza pesante alla Meloni,  ex missini come Alessandra Mussolini, Francesco Storace, Gianni Alemanno e nientemeno Gianfranco Fini (tutta gente che si detesta cordialmente), oggi Marchini è sceso pesantemente su un terreno non “suo”: “Non ho nulla contro il riconoscimento dei diritti civili, ma non è compito del sindaco fare queste cose per cui non celebrerò unioni gay se dovessi vincere le elezioni”. Un’uscita che non è certo piaciuta alla sinistra ma che probabilmente, per la ragione opposta, piace ai settori più tradizionalisti della società romana. Il bacino nel quale, per l’appunto, dovrebbe pescare Giorgia.

Non è certo strano, questo derby a destra. Non solo perché a Roma si sta giocando buona parte della leadership reale della destra nazionale (Salvini o Berlusconi) ma perché – molto concretamente – i due campioni della destra si stanno giocando la possibilità di andare al ballottaggio.

La sensazione è che Marchini stia crescendo (lo si vede anche dalle frequenti apparizioni nei talk, molto più della Meloni) ma la percezione di molti osservatori dice che la destra se fosse unita arriverebbe al massimo al 30%: dividendo per due candidati, ecco che sia Marchini che Meloni rischiano davvero di non andare al ballottaggio.

Mentre Virginia Raggi sembra scegliere un profilo molto low, apparendo non moltissimo in tv e sui giornali e persino disertando alcuni confronti (come quello di oggi organizzato dall’Ance) – tanto che è nato un hashtag su twitter #virginiascappa – nella convinzione di essere comunque favorita, a Roberto Giachetti molto probabilmente arriverà un aiutino dalla sinistra.

Se Stefano Fassina, come è probabile, uscirà di scena, una parte dei suoi voti andrà alla candidata grillina ma un’altra porzione a Giachetti. Pazienza per i voti in più alla Raggi, tanto il vicepresidente della camera “fa la corsa” sui due di destra per andare al ballottaggio. E un tot di voti di quella parte di Sel che fin dall’inizio si era battuta, perdendo, per una nuova alleanza di centrosinistra (Smeriglio, Peciola) dovrebbe sostenere Giachetti senza problemi. Un aiutino che è meglio di niente.

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