Malgoverno M5S a Livorno: ecco cosa rischiano Roma e Torino

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Il capogruppo Pd in consiglio comunale avverte Livorno dimostra che il rischio che si corre a Roma e Torino è ripetibile

Il primo turno di queste amministrative si è concluso portandosi dietro le solite polemiche su numeri, vincitori, sconfitti. E parlando da cittadino, al di là del ruolo ricoperto, dobbiamo voltare pagina. Ora dobbiamo pensare al buon governo dei nostri territori.

L’affermazione del M5S, solo in pochissimi comuni comunque ci deve far riflettere su quello che desideriamo effettivamente; continuare a portare avanti un voto di protesta contro tutto e tutti senza idee e/o progetti plausibili o affidarsi a chi, pur avendo fatto errori enormi, cerca di ricostruire un rapporto con gli elettori pensando al futuro e riportando la buona politica al governo delle città?

Ma su quali basi gli elettori dovranno confrontarsi con il proprio io? Su una visione demagogica costruita su spot o progetti fantasiosi ed a volte inutili o su un un duro lavoro che si basi su un’idea di città più realistica e meno lontana dalla gente? Ma soprattutto, vale la pena investire su chi ha poca competenza e capacità solo perché bisogna cambiare ad ogni costo?

L’esempio Livorno dimostra che il rischio che si corre a Roma e Torino è ripetibile (tutti contro qualcuno) con l’aggravante di dover governare un capoluogo di regione e la capitale del nostro Paese. Le inesattezze se non le invenzioni utilizzate per raccontare la verità distorta sulla città labronica non devono trarre in inganno i cittadini che andranno a decidere le sorti delle due grandi città.

A Livorno non è vero che l’amministrazione grillina ha salvato Aamps (l’azienda dei rifiuti) che con il concordato sta: peggiorando i conti del comune, rischiando di tagliare i servizi e di aumentare la tassazione, non pagando i fornitori, tagliando gli emolumenti ai dipendenti.
A Livorno non è vero che è stato istituito il reddito di cittadinanza (6 mesi di aiuti per solo 100 famiglie e poi?)
A Livorno non è vero che si fanno progetti per il lavoro in modo da accedere a decine di milioni di euro stanziati da regione Toscana e governo centrale in quanto area complessa.
A Livorno non è vero che il commercio ed il turismo siano stati sviluppati.
A Livorno non è vero che sono diminuiti i costi della politica, anzi sono previsti i rimborsi benzina casa-lavoro per gli assessori.
A Livorno non è vero che c’è partecipazione dei cittadini nelle scelte.
A Livorno non è vero che la trasparenza ha preso il posto della nebbia amministrativa.

Basterebbe leggere gli atti anche se è più semplice, ma meno reale, seguire le sparate su facebook o in TV dei vari esponenti grillini.
Su questo dovremmo decidere il 19 giugno, qualunque sia la nostra idea politica. A Livorno abbiamo sbagliato. A Roma e Torino siamo ancora in tempo per valutare e decidere, in modo da non pentirci delle nostre scelte tra qualche mese.

 

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