Magistratura sotto attacco. E’ Berlusconi? No Travaglio

Il Fattone
Marco Travaglio al convegno "Partiti per le tangenti", Milano, 20 ottobre 2014. 
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Triplice attacco del direttore del Fatto alla magistratura rea di applicare la legge

Triplice, inusitato attacco di Marco Travaglio alla magistratura italiana dalla prima pagina del Fatto di oggi: primo, perché la Corte d’assise di Caltanissetta ieri ha rinunciato ad interrogare Giorgio Napolitano nel processo sulla strage di via D’Amelio, valutando come “manifestamente superflua” la deposizione del presidente emerito; secondo, perché la Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare a carico del senatore Antonio Azzollini; terzo, perché la giudice coinvolta nel caso De Luca “sta per essere trasferita d’ufficio dal Csm” mentre il governatore della Campania, come vuole la sentenza sotto inchiesta, è ancora al suo posto.

Era dai tempi dei sit-in di Forza Italia davanti al palazzo di giustizia di Milano che non assistevamo ad una polemica così feroce, argomentata e implacabile contro la giustizia italiana – che al Fatto piace molto quando manda indistintamente chiunque in galera, e molto meno, invece, quando non rispetta i teoremi accusatori e i desideri penitenziari di Travaglio. Poiché però il Fatto è pur sempre il Fatto, il duro attacco del suo direttore alla malagiustizia – cioè alla giustizia che rispetta le regole anziché linciare – si trasforma magicamente in un’intemerata contro i politici, i quali, essendo gli unici democraticamente eletti, devono per forza essere degli infami. Così, se la Corte d’assise di Caltanissetta decide di non ascoltare Napolitano, la colpa secondo Travaglio è di Napolitano (“Se sei potente, decidi tu se testimoniare o no”); se la Cassazione annulla l’arresto di Azzollini, la colpa è dei senatori (“Se stai in Parlamento la fai franca”); se De Luca è ancora governatore, la colpa è di Renzi che non l’ha di nuovo sospeso dopo che un tribunale ha annullato la sospensione (“Le leggi per gli amici si ignorano”). Nel mondo alla rovescia in cui vive il Fatto lo stato di diritto è un complotto.

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