Ma strumentalizzare il Pci è un’operazione indegna

Referendum
Un delle tre copie originali della costituzione italiana esposta all'iniziativa "Montecitorio a porte aperte". Roma 9 novembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

La battaglia delle forze della sinistra era quella di attuare i valori della Costituzione: questa battaglia fa parte o no di quel nucleo vitale che una nuova forza della sinistra deve assumere senza infingimenti e rottamazioni?

Nell’epoca della rottamazione non si affievolisce il richiamo del passato, un eccesso di ripiegamento storico, un tornare indietro per darsi nobiltà o scagliare anatemi. Si polemizza sui partigiani per dare una parvenza di profondità secolare alle discussioni sul referendum costituzionale di ottobre. Ma non solo. Da Dossetti a Berlinguer e Ingrao, vale persino la domanda: Alla fine Togliatti vota Sì o No?. È questo l’incipit dell’interessante e divertente articolo pubblicato sul Corriere di oggi da Pigi Battista. Come dicevamo ieri, c’è una strumentalizzazione della storia politica del recente passato, e in modo particolare di quella del Pci. La contraddizione di chi ha rottamato quella storia, e ora cerca di usarla per polemizzare con alcuni della minoranza del Pd che provengono dal Pci (ma anche loro a mio avviso dimentichi di quella storia), è evidente ed è miserevole.

La verità è che il contributo dato dal Pci alla Resistenza, all’avvento della Repubblica, alla Costituente e alla scrittura della Costituzione fu straordinario e innegabile. Furono poste allora le fondamenta della democrazia italiana. E, con le sue contraddizioni, il Pci mantenne un’indiscutibile fedeltà alla Costituzione, in tutti i momenti della sua storia. La svolta dell’89 operata da Occhetto era necessaria e giusta, ma nel Pds e nei Ds da quella storia, e più in generale da del socialismo italiano, non si è saputo trarre il nucleo vitale che c’era e c’è per animare una nuova forza della sinistra.

Con la nascita del Pd, non solo con Renzi, si è teso a cancellare quella storia. Renzi ha calcato la mano. Ma la storia non si cancella, e se si cerca di rimuoverla poi a volte si ripropone con un “eccesso di ripiegamento storico”, per dirla con Pigi Battista. Il Pci e i suoi più autorevoli esponenti, per rendere più efficace il dettato costituzionale, che era parte della loro strategia, proponevano di modificare alcune strutture previste nella seconda parte della Costituzione. Ma la battaglia del Pci e di altre forze della sinistra era quella di attuare i programmi e i valori della Costituzione. E questa battaglia fa parte o no di quel nucleo vitale che una nuova forza della sinistra deve assumere senza infingimenti e rottamazioni? È questo il punto, e non il monocameralismo in se stesso. E non si tratta di nostalgie e reducismi, si tratta dell’oggi. Un oggi che non può ridursi alla citazione di Berlinguer e altri sul monocameralismo, perché la strumentalizzazione è palese e indegna. È chiaro?

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