Ma stavolta lasciate Sara fuori dalla campagna elettorale

Roma
Ragazza uccisa: ex fidanzato ha confessato

Nel 2008 Alemanno utilizzò l’omicidio di Giovanna Reggiani per attaccare la giunta Veltroni

Cosa c’entra il barbaro omicidio di una ragazza con una campagna elettorale? L’esperienza purtroppo ci dice che c’entra. Quando è successo è stata una vergogna per la politica. Se si ripetesse sarebbe un’infamia.

Eppure non era tanto tempo fa. Ricordate? La povera Giovanna Reggiani fu massacrata il 30 ottobre 2007 vicino alla stazione ferroviaria di Tor di Quinto, a Roma, da un cittadino rumeno. Di lì a poco sarebbe iniziata una rovente campagna elettorale, anche quella volta per il Campidoglio. Gianni Alemanno saltò sopra quella tremenda storia di violenza e imbastì una “campagna per la sicurezza” che in realtà era infarcita di odio xenofobo, oltre che di propaganda contro la giunta Veltroni perché – sosteneva Alemanno – la sinistra non garantiva sicurezza ai romani agli extracomunitari lasciando la briglia troppo sciolta. Alemanno poi vinse e divenne sindaco di Roma.

Ieri è stata trovata carbonizzata Sara Di Pietrantonio, 22 anni, e oggi il suo ex fidanzato ha confessato il delitto. Il sostituto procuratore di Roma, Maria Monteleone, ha rivelato un dettaglio atroce: “La ragazza prima di essere raggiunta dal suo assassino ha provato a chiedere aiuto agli automobilisti, ma nessuno si è fermato. Se qualcuno si fosse fermato Sara sarebbe ancora viva”.

Già: nessuno si è fermato per salvare Sara. Non è la prima volta, e temiamo che non sarà l’ultima.

Dopo di che Giorgia Meloni, all’Huffington Post, ha detto che la vicenda “è incommentabile”. Salvo commentarla subito dopo: “Siccome non siamo in una città di persone inumane che non si fermano, non si sono fermati per paura. Roma è una città che sulla sicurezza ha parecchi problemi”. Attenzione, perché siamo a pochi centimetri dal sociologismo e a pochi millimetri dal buttarla in politica.

A pochi giorni dal voto, per favore stavolta la politica si fermi in tempo e ci risparmi le strumentalizzazioni politiche della terribile storia di Sara.

Vedi anche

Altri articoli