Ma Renzi non archivi il centrosinistra e le sue idee

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Il segretario ha il dovere della sintesi, di curarsi della sua gente

Personalmente, vengo spesso etichettato come bersaniano e renziano allo stesso tempo. Tuttavia, a differenza di ciò che si vede in giro, credo fermamente che nessuna alternativa esista ad un campo largo di centrosinistra, alla forza della sua ideologia, a livello nazionale e non solo.

Le polemiche degli ultimi tempi, però, hanno scosso molto un partito in cui credo ad occhi chiusi, e a cui non vedo alternativa per questo Paese. Questa breve nota riguarda soprattutto il Matteo Renzi segretario del Partito democratico. Cercherò di elencare per brevi punti, in modo da trarre una linea conclusiva sul finale.

Questione Ala, o meglio nota “questione Verdini”. Non c’è scusa che regga in questo caso. Ho sentito elogiare Ala per la sua coerenza e il voto alle unioni civili, non una parola sulle “poco corrette” parole del senatore D’Anna su Roberto Saviano, non una presa di posizione nei vari enunciati sulla minoranza e il “far fuori i comunisti” da parte dell’attuale premier Matteo Renzi. Ancora più grave, a mio avviso, non una parola sulla presenza di Denis Verdini a Cosenza e Napoli, per appoggiare le locali campagne elettorali in vista delle amministrative. Poi, però, quando c’è una polemica interna (tante saranno anche meno o poco giuste) si usano toni forti, dalle accuse di aver ammazzato l’Ulivo, all’inutilità della discussione. Prendiamo l’ultima proposta: rivedere l’Italicum per il doppio turno di collegio alla francese non sembra qualcosa di assurdo.

C’è tuttavia, qualcosa di più importante, che penetra nel sangue politico di ogni singolo appassionato, che ancora trova la forza di interessarsi alle sorti del Paese, nonostante tutto. Il segretario ha il dovere della sintesi, di curarsi della sua gente, di coloro che fanno parte dei diversi petali in unico fiore, l’ideologia di un moderno centrosinistra. Quello che ritengo ancora l’unica carta per l’Italia, e non solo. Altrimenti, andando dove si è diretti ora, si lancia un messaggio sbagliato: uno strano consociativismo che non trova definizione, un qualcosa di poco chiaro, a discapito delle idee. Quelle che colpiscono i giovani, educano e non muoiono mai.

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