Ma Renzi è visto ancora come un corpo estraneo

Community
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (s), partecipa con Walter Veltroni (d) alla presentazione del libro "L'Italia dei Democratici" al Tempio di Adriano a Roma, 17 settembre 2013. ANSA/CLAUDIO PERI

Il Pd non è nato dall’Ulivo, ma dal suo fallimento. Il Lingotto e la Leopolda hanno segnato l’inizio della nuova stagione della sinistra

Su una cosa concordo con D’Alema dalla nascita del Pds ad oggi: l’Ulivo ha vinto perché la destra era divisa. Se accettassimo questo dato inconfutabile, la lettura del passato e del presente sarebbe completamente diversa, non perderemmo tempo in discussioni surreali. Ma d’altra parte, in pieno stile “comunista”, è bene rimuovere tutto ciò che non è propagandabile.

La domanda d’obbligo dovrebbe essere semplicemente questa: cosa è stata e cosa ci ha lasciato realmente quella stagione? Con quel minimo di onestà intellettuale che dovrebbe essere doverosa per costruire un dibattito serio, non possiamo non riconoscere che alla fine l’Ulivo non è stato altro che il luogo in cui si è consumata la lotta per l’egemonia nella sinistra italiana tra due fazioni: quella comunista e quella che comunista non era mai stata. Una lotta per l’egemonia consumata con la testa rivolta al passato disgregandosi inevitabilmente sempre più dal Paese reale.

Riduttivo? Può essere ma poniamoci un’altra domanda: se questa lotta per l’egemonia non avesse ridotto i due contendenti Ds e Margherita a partiti medio piccoli, che a fatica riuscivano ad avere risultati elettorali a due cifre, sarebbe nato il Pd? Unendo due debolezze senza porsi il problema del perché sono diventate tali, si ottiene solo una debolezza al quadrato e cosi è stata la fusione “a freddo”. Quando si dice che se non ci fosse stata la stagione dell’Ulivo non ci sarebbe il Pd, si dice indubbiamente una verità, ma si omette il fatto che il Pd nasce dal fallimento di quella stagione.

Se ciò non fosse vero, non avrebbe senso seppellire come è avvenuto e continua ad accadere la breve stagione veltroniana che va dal Lingotto al risultato elettorale, veramente eccezionale nelle condizioni date, delle politiche del 2008. Il Pd di Renzi, delle riforme, della cultura liberale, che inizia con fatica a mettere radici, ha le sue origini in quella breve esperienza politica che poi ha trovato una sua evoluzione nel percorso della Leopolda, cioè completamente al di fuori della storia novecentesca della sinistra italiana.

Il corto circuito che oggi c’è dentro il partito nasce da qui. Renzi è vissuto come un corpo estraneo che si è imposto approfittandosi del particolare momento politico. Estraneo a cosa? Fondamentalmente alla storia del Pci. Veltroni di quella storia ne faceva parte ma ad un certo punto a deciso di uscirne (Lingotto) ed è stato severamente punito, nonostante avesse ottenuto oltre il 33%, più di dodici milioni di voti.

Vedi anche

Altri articoli