Ma che c’azzecca Pericle

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La Grecia deve ritrovare se stessa e volgere uno sguardo coraggioso verso il futuro

Nella costruzione dello storytelling a sostegno del referendum greco da parte dei tifosi italiani, in quella melassa che va da Grillo a Ferrero passando per Salvini Meloni Brunetta e sinistra radical chic, uno degli argomenti forti è l’equazione referendum greco = Atene del V secolo a.C. = democrazia.

Di tutti gli argomenti ragionevoli questo mi sembra il più fallace per due motivi. Il primo è storico: in molti abbiamo in testa il famoso discorso di Pericle riportato da Tucidide: ‘Si chiama democrazia, poiché nell’amministrare si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza’, ma la democrazia ateniese, come gran parte dei sistemi politici-economici dell’antichità era basata sulla schiavitù, solo un limitato numero di cittadini, adulti e di sesso maschile, proponeva leggi e votava quelle proposte da un organo esecutivo. Ma come è un errore leggere e soprattutto giudicare gli avvenimenti del passato con il metro della contemporaneità, così è ridicolo giustapporre modelli politici così distanti nella storia e piegarli alle esigenze del proprio argomentare politico. Il secondo motivo è culturale: le parole come democrazia (e in generale la cultura classica) non ci sono giunte per la continuità delle istituzioni storiche, ma grazie alla tradizione dei testi. Se non ci fossero stati i monaci amanuensi (irlandesi, inglesi, francesi) del basso Medioevo, se non ci fosse stata la filologia. Bizantina, se non ci fossero stati gli umanisti italiani del Quattrocento, se non ci fosse stato l’amore classicista dell’Illuminismo, se non ci fosse la grande scuola filologica tedesca dell’Ottocento, insomma se la cultura europea non si fosse nutrita di quelle parole, di quegli autori, di quei testi, parole come democrazia non avrebbero significato e forse non sarebbero nemmeno giunte fino a noi. Sembra un paradosso, ma c’è molta più cultura classica (e quindi anche greca) nel resto dell’Europa che in Grecia.

E allora, da questo argomento storicamente e culturalmente fallace, possiamo ricavare una considerazione finale positiva. La nazione europea compresa la Grecia, quella costruita sul sangue dei secoli, è il luogo in cui si è inverata la democrazia. Proprio in questo momento di crisi politica e istituzionale deve ritrovare se stessa, con il carico della sua tradizione passata e con lo sguardo coraggioso verso il futuro.

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