Grillini e non, ma siete davvero soddisfatti di Nogarin?

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In tre anni di governo della città, sempre nell’indifferenza, si sono succedute storie e situazioni che nulla hanno da invidiare ad altre realtà

Livorno, da tempo, non assurge politicamente alle cronache nazionali, come se la città labronica fosse esempio di buon governo e di normalizzazione: Nogarin fiore all’occhiello del M5S, castigatore della politica corrotta del passato, idolo dei cittadini.
E come se tutto ciò fosse reale i mass media si sono dimenticati dell’esistenza della città: non più una notizia, non più una protesta, non più una riflessione.
Eppure di questioni, politiche e non, ce ne sarebbero.
A partire dalla questione concordato Aamps, considerato un esempio di buon governo, ed omettendo di raccontare che è già costato una cinquantina di licenziamenti nell’indotto e che sono a rischio altri posti all’interno della partecipata.
Per non parlare della tassazione altissima, delle 150.000 multe in un anno richieste dall’amministrazione e comminate dai vvuu (senza voler mettere in discussione che chi sbaglia deve pagare), dei progetti disastrosi sulla mobilità, dell’autoisolazionismo nei confronti di tutte le altre istituzioni a causa di ricorsi giudiziari e supponenza politica.
In tre anni di governo della città, sempre nell’indifferenza, si sono succedute storie e situazioni che nulla hanno da invidiare ad altre realtà. Tra incarichi ad personam con costi triplicati, occultamenti indiretti di documenti alle opposizioni, rimborsi a carico della collettività per viaggi non istituzionali, discariche abusive autorizzate nel centro della città, denunce ritardate di sparizioni misteriose di smartphone, il quadro è pressoché definito.
A questo punto mancherebbe solo un abuso a scopi personali per definire tendenzialmente in linea, con la pessima politica, il nuovo corso livornese. Ma nessuno, forse, incomprensibilmente, ne parlerà mai.

 


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