M5S, l’effetto Quarto può avere conseguenze negative alle comunali

Tom tom
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I leader del Movimento non devono sottovalutare il calo registrato dai sondaggi

 

Secondo i sondaggi fino a un mese fa il M5S si era avvicinato parecchio al Pd, quasi tallonandolo, tanto che secondo diversi esperti (es. Masia, Emg per  TgLa7) il partito di Grillo e Casaleggio, presumibilmente con Luigi Di Maio candidato premier, al ballottaggio avrebbe battuto non solo la destra ma anche il partito di Matteo Renzi.

Dopo i fatti di Quarto – ne abbiamo già dato conto – il Movimento è calato soprattutto a causa della manifesta inadeguatezza politica del vertice (in primis, Di Maio) a gestire la vicenda che in sè non è certamente grandissima cosa.

I grillini non giudicano molto gravi le perdite segnalate dai sondaggi, e fanno male a minimizzare. Perché i sondaggi non valgono tanto rispetto ai decimali in più o in meno che vedere nelle varie caselle ma sono importanti in quanto evidenziano le tendenze di breve e medio periodo: l’impressione, vogliamo dire, è che si sia arrestata la crescita del M5S, che cioè si venga esaurendo la spinta propulsiva in grado di calamitare consensi provenienti da varie parti, dall’estrema sinistra (che si sta un pochino riorganizzando e caratterizzando per un indurimento delle posizioni), quanto dalla destra (che mostra un leggero recupero più che nei sondaggi di attenzione nell’opinione pubblica).

La sintesi è che la forbice fra Pd e M5S tende di nuovo ad allargarsi, a vantaggio del primo.

Fra il 15 e il 21 gennaio, Ixè registra una crescita del Pd da 33,1 a 33,5 e un calo de M5S  da 26 a 25,2: più di 8 punti di differenza.

Mentre Swg segnala un lievissimo calo del Pd – che viene però dato “alto” – dal 34 al 33,8 e una diminuzione sensibile del M5S, dal 24 al 23,1: e qui la forbice è addirittura di 10,7 punti.

Ecco la tabella Swg.

sondaggi

 

 

Bisogna sempre chiarire che questi sondaggi sono riferiti alle intenzioni di voto per elezioni politiche nazionali che, fra parentesi, non sappiamo quanto siano lontane. Tuttavia, se l’aria per i M5S non è favorevole come fino a un mese fa, sarà bene che i leader di quel partito ci riflettano soprattutto tenendo conto delle (relativamente) vicine amministrative.

L’unico sondaggio possibile – perché ci sono già i candidati – è su Torino. Secondo una rilevazione per La7, Piero Fassino è al 42% mentre Chiara Appendino (M5S) è al 28%.

Se l’effetto Quarto dovesse proseguire, o rappresentare un turning point nella vita del Movimento, la possibilità di vincere a Roma o Torino (le due piazze dove Cinque Stelle considera la vittoria  possibile) si allontanerebbe. Per  molti osservatori, anzi, è già sfumata.

 

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