L’unico a non essere più dalemiano è D’Alema

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Massimo D'Alema durante il congresso del Partito Socialista Europeo nel centro congressi all'Eur, Roma, 28 febbraio 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Massimo D’Alema se vogliamo è stato il primo Matteo Renzi, il primo rottamatore di una classe dirigente vecchia e consumata

Da quando ha iniziato la propria battaglia politica per il No, D’Alema ha posto argomentazioni che se analizzate estrapolate dalla storia del soggetto che le ha poste (le argomentazioni) possono sembrare valide e anche rispettose, come è rispettosa qualsiasi opinione in merito alla carta fondamentale della Repubblica.

Ma l’ex premier suo malgrado alle spalle ha una storia di tutto rispetto e – purtroppo per lui – non può sfuggire a se stesso. Massimo D’Alema se vogliamo è stato il primo Matteo Renzi, il primo rottamatore di una classe dirigente vecchia e consumata e il primo a sfidare i dogmi di una sinistra che appariva sempre più conservatrice. Lo scontro con Cofferati al Congresso del Pds dal centro del palco con la falce e il martello del Pci ancora in bella vista è l’emblema del D’Alema riformatore e innovatore nell’ambito della Sinistra italiana, con l’affondo finale che dissolveva, una volta e per sempre, l’anima esclusivamente operaista e sindacalista del maggior partito della sinistra italiana ed europea.

Parlava così D’Alema, al Congresso del Pds nel lontano 1997: “ma penso che noi dovremmo preferire essere lì con quei lavoratori (riferendosi ai lavoratori atipici e non sindacalizzati), anziché stare fuori da quelle fabbriche con in mano una copia del contratto nazionale di lavoro”.

Come dimenticare poi la proposta di revisione costituzionale – la bicamerale a presidenza D’Alema – che avrebbe istituito un semipresidenzialismo vero e proprio e un sistema elettorale a doppio turno? E a quei tempi Bersani non girava certo tra le sezioni dei DS a parlare di pericolose derive autoritarie, anche perché il togliattiano D’Alema lo avrebbe sbattuto fuori dal Partito dopo il primo accenno di dissenso ribadendo il giusto concetto di disciplina di Partito.

Allora a questo punto da Massimo D’Alema, tutti noi militanti e – soprattutto tutti noi militanti che abbiamo sempre amato definirci d’alemiani –  vogliamo una spiegazione, un chiarimento.. perché qui sembra che l’unico che abbia smesso di essere dalemiano è D’Alema stesso.

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