L’ultima icona del Novecento

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Cenni sulla figura grande e tragica di Fidel Castro

Il Novecento adesso è veramente andato. Non che non siano fra noi ancora alcune grandi figure dell’altro secolo – Gorbaciov, la regina Elisabetta – e però con la morte di Fidel Castro davvero un pezzo così importante del Novecento – l’idea della Rivoluzione – se ne va per sempre nei bauli della grande Storia.

Fidel Castro, artefice della cacciata del dittatore Batista e della costruzione di un regime comunista e antiamericano, incarnò,infatti l’idea stessa, oltre che la pratica, della Rivoluzione, cioè la concreta possibilità che il popolo potesse vincere sui potenti. Quanto poi l’utopia comunista fosse oscurata nei fatti da pratiche illiberali è cosa nota e meritevole ancora di riflessioni. E la memoria delle vittime del totalitarismo cubano va sempre custodita.

E tuttavia, in morte di Castro, si ricorda la forza del suo mito e la leggenda dei suoi gesti che abbacinarono generazioni di studenti, da Berkeley a Parigi; un mito che è durato decenni e che infine ha avuto i clamorosi recenti omaggi di Obama e Francesco.

Una grande figura, quella di Fidel Castro, con le sue contraddizioni anche tragiche e il merito non comune di aver sollevato un popolo contro una dittatura, una cosa enorme che resterà.

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