Lo stadio della Roma. Pd: “Basta con gli ideologismi dell’assessore Berdini”

Racconti romani
Un'immagine del rendering del progetto definitivo dello stadio dell'AS Roma a Tor di Valle, Roma, 30 maggio 2016. ANSA/Ufficio stampa Comin & Partners ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Parla Marco Tolli, responsabile territorio Pd Roma

Racconti Romani sta diventando anche una sorta di bacheca di discussione sull’attualità. In questo senso pubblichiamo oggi un intervento di Marco Tolli, giovane dirigente del pd romano, sul nuovo stadio della Roma, attorno al quale la giunta Raggi continua nei suoi contorsionismi: l’assessore Berdini se potesse lo affosserebbe per puro ideologismo, ma esporrebbe il comune a una causa risarcitoria milionaria, perché il progetto ha già avuto dal Campidoglio il riconoscimento della pubblica utilità. La Regione ha avviato, rispettando tempi e procedure,la conferenza dei servizi. L’assessore Berdini ha intrapreso una guerriglia procedurale ma alla fine il Campidoglio dovrà dire una parola chiara e definitiva. (Carmine Fotia)

 

La realizzazione del nuovo stadio garantirà alla As. Roma la possibilità di innalzare il proprio livello di competitività anche in campo internazionale, grazie all’utilizzo di una impiantistica moderna, multifunzionale, produttrice di reddito e di servizi per la comunità.

Mentre alla città e al suo sistema economico e produttivo, segnati da una crisi drammatica, garantirà circa 1,7 miliardi di investimenti privati di cui oltre 445 milioni per infrastrutture pubbliche. E una ricaduta economica in termini occupazionali di 1500-2000 maestranze del settore edile per la costruzione e a regime 4000 unità in aggiunta a 15.000 addetti del Business Park.

L’area di Tor di Valle ospita un impianto dismesso ed è destinata dal piano regolatore vigente ad attività sportive, con una previsione edificatoria di circa 360 mila mc. Ciò la caratterizza come idonea alla trasformazione. Questo non significa che sia la migliore per collocare lo stadio, ma che risponde ai requisiti previsti dalla legge.

Tuttavia, tornare a questo dibattito, ora che si è in fase avanzata, sarebbe un errore. Spero che l’assessore Berdini capisca che siamo in una fase differente e i suoi compiti, oggi, sono quelli di dare certezze alla città.

Nel farlo è necessario, a mio giudizio, risolvere un dibattito insopportabile sulle grandezze urbanistiche. Ridurre le cubature è il ritornello classico suonato per accompagnare qualsiasi trasformazione urbanistica. Ma è veramente l’aspetto più importante dentro una scala di valutazione? Quando la riduzione comporta un indebolimento complessivo del progetto o mina le basi dell’equilibrio economico e finanziario della trasformazione, non rappresenta un valore assoluto, ma semplicemente un piglio ideologico di cui si nutre la politica.

In ogni caso si facciano tutti i tagli possibili, ma non si metta  in discussione il sistema di opere pubbliche necessarie al territorio.

Comune e Regione sono chiamati a lavorare insieme per arrivare al migliore dei progetti possibili. Questo non sta avvenendo per via delle diverse impostazione radicate all’interno della giunta Raggi e a causa di un ideologismo di fondo che contraddistingue le prese di posizione dell’assessore all’urbanistica.

Siamo ad una pericolosa deresponsabilizzazione del Comune. Si attiveranno dei processi che hanno bisogno di un governo forte. Le grandi trasformazioni producono tumulti non indifferenti all’economia locale e alla vita delle persone. Mettono in moto sviluppo e risorse, creando anche nuovi squilibri urbani. Il nuovo renderà l’esistente più vecchio.

Spetta quindi alla politica garantire uno sviluppo armonico del territorio inserendo con dolcezza i nuovi valori nel contesto urbano, coordinando le trasformazioni già previste e valorizzando i tessuti esistenti. Le scelte progettuali  devono garantire qualità urbana e sostenibilità ambientale, e devono necessariamente irrobustire il sistema di viabilità pubblica e privata.

Deve inoltre essere garantita la sostenibilità economica dell’operazione, verificando la reale capacità delle nuove strutture di attrarre, nonostante la dura crisi che stiamo attraversando, significative presenze private. Al posto di Berdini mi preoccuperei di questo.

Governare significa saper affrontare le sfide della modernità, avendo ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere. In questo caso la sfida è coniugare sviluppo e qualità, per contribuire a risollevare la nostra città e  migliorare la qualità della vita dei cittadini romani.

(Marco Tolli, responsabile territorio Pd Roma)

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