Lo sgambetto a Renzi non è riuscito

Amministrative
Le operzioni di voto per le primarie del centrosinistra per il candidatoi a sindaco di Napoli, effettuate in una ex sede del Partito comunista italiano  6 marzo 2016.
 ANSA/Ciro Fusco

Il fatto che Morassut a Roma abbia raggiunto un risultato al di sotto delle aspettative fa pensare che i voti mancanti provengano da lì

I dati politici che emergono dalle primarie ci sembrano essenzialmente due.

Il primo riguarda l’affluenza: i dati sono stati ovunque straordinari e al di sopra delle aspettative. Qualche polemica toccherà ancora il risultato di Roma, con la minoranza che ha già iniziato a contestare la scarsa affluenza in città. I 50mila elettori che hanno affollato i seggi della Capitale sono certo ben lontani dalle passate esperienze, ma fa riflettere in tal senso il risultato nettamente al di sotto delle aspettative di Morassut, sostenuto da (evidentemente ex) uomini forti della sinistra cittadina come Veltroni e Bettini, oltre che dalla sinistra bersaniana. È innegabile, quindi, che buona parte del bacino di voti che è venuto a mancare proviene proprio da lì.

E veniamo quindi al secondo dato. I candidati sostenuti dai dirigenti nazionali del Pd hanno vinto in tutte le principali città: Roma, Napoli, Trieste. Chi voleva approfittare di queste primarie per fare uno sgambetto a Renzi (e a Orfini) è tornato a casa deluso. Il risultato della Capitale da questo punto di vista è clamoroso, ma anche a Napoli la pur interessante scommessa sul giovane Sarracino si è fermata troppo lontana dalla coppia di testa.

Ora gli occhi saranno puntati sulle amministrative di giugno. Sperando che i primi segnali di persistenti attriti interni arrivati già ieri sera non proseguano e che il partito si possa presentare unito alla sfida con il centrodestra e il M5S.

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