Lo scoop del Fatto stile Watergate: il 5 marzo Renzi è stato a Firenze

Il Fattone
**FILE** Reporters Bob Woodward, right, and Carl Bernstein, whose reporting of the Watergate case won a Pulitzer Prize, sit in the newsroom of the Washington Post, May 7, 1973. W. Mark Felt, a former FBI official claims he was "Deep Throat," the long-anonymous source who leaked secrets about President Nixon's Watergate coverup to The Washington Post, Vanity Fair reported Tuesday May 31, 2005. (AP Photo) ORG XMIT: NY119

“Scoperto” incontro fra il premier, Nardella, Lotti e Carrai

Ci sono notizie che non ti aspetteresti mai di leggere, segreti che non penseresti mai di poter conoscere, misteri che mai e poi mai crederesti di vedere un giorno svelati. E invece, grazie al Fatto, a volte l’impossibile diventa reale, l’impensabile si manifesta ai nostri occhi increduli: per esempio, Matteo Renzi è stato a Firenze.

Sì, proprio lui, il presidente del Consiglio: il 5 marzo scorso, anziché a Dubai o a Salsomaggiore Terme, è andato proprio nel capoluogo toscano. Pazzesco. Avete mai visto Renzi a Firenze? Noi neanche una volta.

E mica c’è andato da solo: no, scrive il Fatto in un crescendo di rivelazioni che al Watergate fanno un baffo, a Firenze “c’era anche Luca Lotti”.

Lotti, quello che lavora con Renzi a palazzo Chigi? Proprio lui. Volete davvero dire quel Lotti che a Firenze ha la moglie e il figlio? Sì, quel Lotti lì. Non ci posso credere. Ma come gli sarà venuto in mente al Lotti di andare a Firenze, e per di più con il Renzi? Qui gatta ci cova.

Ma le emozioni non sono ancora finite. Questi due figuri – il Renzi e il Lotti – non soltanto sono andati a Firenze, ma hanno addirittura incontrato il sindaco. Cosa? State scherzando. No, il Fatto non scherza mai: Renzi e Lotti sono veramente andati a Firenze a hanno davvero incontrato il sindaco. Non quello di Napoli, no no, hanno incontrato proprio Nardella. Chissà come hanno fatto a riconoscerlo: forse Nardella si sarà messo la fascia tricolore.

Attenzione, però, mica finisce qui: a Firenze c’era anche un quarto uomo. Marco Carrai, presidente degli Aeroporti di Firenze, nato a Firenze e residente a Firenze, quel maledetto 5 marzo era anche lui a Firenze. Con Renzi, Lotti e Nardella. E i servizi segreti non se ne sono accorti. Roba da interrogazione parlamentare.

“Sistema Renzi, vertice occulto per gli affari di Carrai, Lotti & C.” spara il Fatto in prima pagina, orgoglioso dello scoop (che in realtà è scopiazzato dalle pagine fiorentine del Corriere) e felice come un bimbo all’entrata di una pasticceria.

E di che hanno discusso i quattro criminali nel “vertice occulto”? Leggiamo: “il dossier più rilevante riguarda l’allungamento della pista dell’aeroporto”. Quello di Fiumicino? No, proprio l’aeroporto di Firenze. Sono proprio senza vergogna.

Eh sì, è accaduto quel che mai ci si sarebbe aspettati: il sindaco di Firenze e il presidente degli Aeroporti di Firenze hanno discusso con il presidente del Consiglio e il segretario del Cipe l’allungamento della pista dell’aeroporto di Firenze. E l’hanno fatto, pensate un po’, a Firenze.

Inaudito. Nessuno finora aveva osato tanto. E nessun giornale finora aveva sfondato con tanta irruenza la barriera del ridicolo.

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