Lo sbando Capitale

M5S
La sindaca di Roma Virginia Raggi in aula Giulio Cesare in Campidoglio, durante l'assemblea comunale straordinaria sul caso rifiuti, Roma, 10 agosto 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

In realtà non bisognava essere profeti per capire quanto grande fosse il divario tra i problemi della Capitale d’Italia e la capacità di Raggi e dei 5 Stelle di indicare una strada

Un paio di mesi fa, proprio su questo giornale, scrivevamo che Matteo, il bimbo di sette anni figlio di Virginia Raggi, non era il solo ad essere spaesato durante la seduta di insediamento del Consiglio Comunale di Roma, in braccio alla mamma con la fascia tricolore, nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio. In realtà non bisognava essere profeti per capire quanto grande fosse il divario tra i problemi della Capitale d’Italia (negli ultimi otto anni governata male, non guidata bene o lasciata allo sbando) e la capacità di Raggi e dei 5 Stelle di indicare una strada – fatta di visione e concretezza – per affrontarli e risolverli.

Certo, i primi passi confermavano sul campo questa miscela di inadeguatezza, inconsapevolezza, incapacità. Intrise di diffidenza e presunzione mista ad arroganza, che davano anche l’impressione più di una setta chiusa e a tratti paranoica (Allarme, i poteri forti! Il Gruppo Bilderberg! La Spectre!) che di una squadra di governo fresca, motivata, umile e laboriosa. Quello che è accaduto in questi due mesi, fino al triste spettacolo di questi ultimi giorni ed ore, ha superato ogni immaginazione. Hanno ragione Renzi e Giachetti: nessuno può godere di questo sfascio, perché ad essere colpita è la Capitale del Paese.U n paio di mesi fa, proprio su questo giornale, scrivevamo che Matteo, il bimbo di sette anni figlio di Virginia Raggi, non era il solo ad essere spaesato durante la seduta di insediamento del Consiglio Comunale di Roma, in braccio alla mamma con la fascia tricolore, nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio.

In realtà non bisognava essere profeti per capire quanto grande fosse il divario tra i problemi della Capitale d’Italia (negli ultimi otto anni governata male, non guidata bene o lasciata allo sbando) e la capacità di Raggi e dei 5 Stelle di indicare una strada – fatta di visione e concretezza – per affrontarli e risolverli. Certo, i primi passi confermavano sul campo questa miscela di inadeguatezza, inconsapevolezza, incapacità. Intrise di diffidenza e presunzione mista ad arroganza, che davano anche l’impressione più di una setta chiusa e a tratti paranoica (Allarme, i poteri forti! Il Gruppo Bilderberg! La Spectre!) che di una squadra di governo fresca, motivata, umile e laboriosa. Quello che è accaduto in questi due mesi, fino al triste spettacolo di questi ultimi giorni ed ore, ha superato ogni immaginazione. Hanno ragione Renzi e Giachetti: nessuno può godere di questo sfascio, perché ad essere colpita è la Capitale del Paese.

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