L’Italia dell’orgoglio contro l’Italietta dell’odio a prescindere

Politica
leonardi

L’odio politico può arrivare a colpire, per reazione, anche coloro che fuori da ogni macchinazione e strumentalizzazione vivono l’arte e la politica come missione di vita?

Che strani che siamo noi italiani.

Riusciamo, ogni volta, a trasformarci da cittadini modello in serpenti pieni di veleno, senza un reale motivo.

Prendete l’ultima polemica in ordine di tempo. Ovvero quella sulla cena di Renzi da Obama, assieme alla delegazione italiana scelta per accompagnarlo.

Una delegazione di alto livello, composta da politici, scienziati e artisti del cinema, dello sport e della moda.

Dalla sindaca di Lampedusa a Giorgio Armani, passando per Fabiola Gianotti (direttrice CERN) fino ad arrivare a Roberto Benigni e Beatrice Vio.

Questi ultimi due, in particolare, sono quelli che maggiormente hanno dovuto subire l’onta dell’invidia e dell’indignazione last minute di certa Italietta.

Al premio Oscar toscano sono toccati i più classici “venduto”, “servo del potere”, “ha avuto il premio per essersi schierato in favore del Si al Referendum” (come se Benigni avesse bisogno di attenzioni da parte di altri o come se il suo pensiero fosse in qualche modo controllabile).

Alla giovanissima atleta paraolimpionica, invece, sono state riservate poche cattiverie (ma brutte, perché gli schifosi al mondo non mancano mai) e molti moralismi (“Si fa utilizzare come spot elettorale”, “Che meriti ha per essere lì?”).

Per poi, ovviamente, arrivare al corale e globale populismo duro e crudo del “Chi paga il viaggio?”, “Vanno alla cena a spese nostre”, “Dovevamo scegliere noi la delegazione da mandare alla cena con Obama” (lo hanno scritto davvero!).

Davanti a questi esempi di frustrazione dovremmo fermarci a riflettere. Cosa spinge una persona a scagliarsi contro personaggi che rendono grande il nostro Paese agli occhi del mondo?

L’odio politico può arrivare a colpire, per reazione, anche coloro che fuori da ogni macchinazione e strumentalizzazione vivono l’arte e la politica come missione di vita?

Si, può.

E’ la miccia accesa in questi ultimi anni di propaganda aggressiva, di vuoto politico colmato da urla e parolacce; è il risultato di anni passati a convincere la gente che tutto è marcio e tutto è cattivo.

Ma la verità è che c’è da essere orgogliosi di un’Italia con queste eccellenze, c’è da illuminarsi gli occhi quando il presidente americano Barack Obama loda il lavoro di Matteo Renzi e la sua grande umanità, c’è da avere il cuore gonfio di onore nel vedere i viali americani colorati dalle bandiere italiane.

Sono questi i momenti di unità nazionale, quelli che fanno bello il nostro essere italiani.

Non permettiamo a nessuno di toglierceli. Mai.

Vedi anche

Altri articoli