L’Iran e la vergogna delle vignette negazioniste

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Una mostra dedicata a illustrazioni che negano l’Olocausto è stata condannata dalla comunità internazionale. E l’Italia?

Si è chiusa il 31 maggio in Iran la Seconda Mostra di Vignette sull’Olocausto, un’indegna esibizione organizzata a Teheran, al fine di usare la Shoah per attaccare Israele, il popolo ebraico e tutto l’Occidente (qui il sito internet dedicato all’esibizione). In realtà si tratta della terza volta che l’Iran usa le vignette e le caricature per negare l’Olocausto, considerando che la prima competizione anti-Shoah fu organizzata già nel 2006 dal quotidiano iraniano Hamshahri.

Primo Premio vignetta franceseSecondo quanto dichiarato dagli organizzatori della ‘mostra’, lo scopo era quello di rispondere alle vignette contro Maometto pubblicate dal magazine francese Charlie Hebdo, una giustificazione che rende ancora più orrenda l’intera esibizione, soprattutto alla luce del prezzo di sangue pagato dai vignettisti di Charlie Hebdo.

La nuova mostra di vignette è stata, ovviamente, condannata da buona parte della comunità internazionale. Una forte condanna è arrivata dalla direttrice dell’Unesco Irina Bokova, dagli Stati Uniti e dalla Germania, ovviamente ipersensibile a tutte le tematiche relative all’Olocausto. Teheran ha reagito alle accuse invocando la libertà di espressione e negando la partecipazione del governo all’organizzazione dell’evento.

Secondo premio vignetta IndonesiaIn un’intervista rilasciata al The New Yorker, il ministro degli Esteri Zarif ha parlato di una iniziativa privata di una ong iraniana. Peccato che, pochi minuti dopo, Zarif è stato direttamente smentito dallo stesso organizzatore dell’esibizione anti-Olocausto, tale Massoud Shojai Tabatabai, che ha direttamente parlato di collaborazione con il ministero della Cultura iraniano diretto da Ali Jannati. Parlando direttamente delle parole di Zarif, Tabatabai ha espressamente dichiarato che, evidentemente “Zarif non ha ben compreso come è stata organizzata la competizione e il suo scopo”.

In pompa magna, quindi, sono stati annunciati i vincitori della competizione anti Olocausto: come riportato dal sito Iran Cartoon, tra i vincitori ci sono anche ‘vignettisti’ e ‘caricaturisti’ non iraniani, provenienti da Francia, Belgio, Portogallo, Brasile, Turchia, Russia, Marocco e Indonesia. La notizia della partecipazione degli europei, ovviamente, rende ancora più triste l’intera storia.

Terzo Premio vignetta IranVa ricordato che nella Repubblica Islamica, il primo negazionista è proprio Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, da sempre attivo nell’uso ideologico e politico della tragedia dell’Olocausto. Solamente lo scorso 27 gennaio, giornata internazionale dedicata al ricordo della Shoah, la Guida Suprema iraniana ha pubblicato un video in cui mette in dubbio la veridicità dell’Olocausto ed elogia indirettamente diversi negazionisti europei  (tra i quali David Irving e Robert Faurisson).

Purtroppo, bisogna rilevare che dall’Italia nessuna voce ufficiale si è alzata per condannare il vergognoso evento in corso in Iran. Al contrario di quanto accaduto in Germania, infatti, dal nostro ministero degli Esteri non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale di condanna. Un silenzio inaccettabile e ingiustificabile, al di là di ogni realismo geopolitico e degli interessi politico-economici che attualmente legano Roma a Teheran. Nessun dialogo può essere portato avanti senza delle chiare (pre)condizioni, in primis sui valori non negoziabili.

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