L’invettiva di Sandra Bonsanti all’ora del tè

Il Fattone
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Sul Fatto l’ex giornalista di Repubblica si scatena contro il Sì

“Che sarebbe stata una sfida difficilissima, lo sapevamo benissimo”, scrivono a proposito del referendum costituzionale Sandra Bonsanti e la sua colf in un vivo e vibrante intervento pubblicato oggi dal Fatto. “Ma forse non avevamo previsto – lamentano Sandra Bonsanti e la sua commercialista – fino a che punto il governo avrebbe giocato sporco, con metodi poco dignitosi e scorretti”.

Un esempio? Quando Renzi va in tv, “qualunque sia il contesto non manca mai l’appello al Sì”.

Un gioco davvero sporchissimo: gli altri, quando vanno in tv, fanno l’appello al No, ed effettivamente è intollerabile che il presidente del Consiglio non si adegui.

Un altro esempio? “Renzi annuncia che la sua Costituzione sarà spiegata nelle scuole”. Non è la Costituzione di Renzi, ma della Repubblica Italiana, e verrà studiata quando sarà confermata dal corpo elettorale: proprio un gioco lurido, lo ammettiamo.

“Ce lo siamo meritati – piangono Sandra Bonsanti e la sua estetista – non avendo fatto abbastanza per imporre nei licei lo studio di quella splendida pagina della nostra storia”, evidentemente ignota alle amiche di Sandra Bonsanti, che di quella “splendida pagina” non ricordano un articolo, il 138, che spiega come si fa a modificare la Costituzione, e che il Parlamento democraticamente eletto ha scrupolosamente applicato.

“Ora – riprendono sconvolte Sandra Bonsanti e la sua autista – circola con insistenza una voce: il governo ha pronto un manifesto di Berlinguer che dice qualcosa sul monocameralismo”. Che gioco infame! Berlinguer, come tutta la sinistra italiana da almeno un quarantennio, ha sempre proposto l’introduzione di una terza Camera, lamentando l’eccessiva efficienza del bicameralismo paritario.

“Il potere gioca sporco e sarà un crescendo fino a ottobre”, prevedono angosciate Sandra Bonsanti e la sua ghost writer. E questa, annunciano trionfali Sandra Bonsanti e la sua sarta, è “un’altra ragione per lavorare con la determinazione e l’onestà di cui siamo capaci nei momenti decisivi della nostra storia”.

Una luce sorge chiara all’orizzonte e rischiara il cielo, dai campi e dalle officine si alza un saluto entusiasta, il pezzo è finito giusto in tempo per il tè delle cinque.

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