L’intelligenza artificiale non lascia indietro nessuno

ControVerso
gence-kPaB-U1080825615102rLC-1024x576@LaStampa.it

L’intelligenza artificiale è mobile, ci segue, occupa le nostre auto, le case, i luoghi di lavoro. Spesso la utilizziamo senza nemmeno vederla

AI, “artificial intelligence” . Non c’è bisogno di traduzione, ma segnatevi bene questa sigla. Riassume in due parole tutto quello che sta cambiando la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre società. Siamo bel oltre il personal computer che è anche lui diventato quasi un oggetto del recente passato. Ancorato alla scrivania.

L’intelligenza artificiale è mobile, ci segue, occupa le nostre auto, le case, i luoghi di lavoro. Spesso la utilizziamo senza nemmeno vederla. Il vecchio mondo fatto da atomi e molecole viene sostituito da byte di informazione che o ne prendono il posto o li riempiono di informazione.

Industria 4.0 significa questo e la Commissione Industria della Camera ci ha lavorato producendo un utile rapporto. L’industria non muore, ma la nuova capacità delle macchine, grazie all’AI, di “imparare” e gestire situazioni sempre più complesse va ben oltre l’automazione che già conosciamo. Il peso del lavoro in quanto tale diminuisce di importanza comparato alla quantità di intelligenza contenuta in ogni fase dei cicli produttivi.

Può essere una buona notizia per l’Italia nel recente passato colpita dalla concorrenza del basso costo del lavoro asiatico. Con due avvertenze. Abbiamo bisogno di capitale umano, di forza lavoro di ogni livello sempre più istruita e aggiornata. Inoltre, come ogni miglioramento tecnologico, anche questo produce benefici, migliorando l’economia e la qualità del lavoro, ma nella fase di cambiamento e di transizione genera anche sofferenze e cambiamenti che non sono positivi per tutti. Cerchiamo di non lasciare indietro nessuno.

Vedi anche

Altri articoli