L’insostenibile politicismo di Di Maio & Co.

Terremoto
Il vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5s, Luigi Di Maio, durante l'evento di chiusura della campagna elettorale di Virginia Raggi, Ostia (Roma), 17 giugno 2016. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

L’obiettivo del grillismo è rompere la coesione nazionale dalla quale non ha nulla da guadagnare in termini politici

“Nella mia responsabilità di capo del governo proporrò a tutte le forze politiche di collaborare. In ballo c’è il futuro dei nostri figli, non di qualche ministero. E proporrò a tutti i partiti, anche a quelli di opposizione, di dare una mano perché la politica italiana offra una dimostrazione di strategia e non solo una rissa dopo l’altra. Noi lo faremo”. Così, ieri, il presidente del Consiglio Matteo Renzi lanciava il suo messaggio a tutte le forze politiche: davanti al dramma del terremoto, non c’è scontro che tenga. Deponiamo le armi, collaboriamo, diamo un messaggio di unità a tutta questa gente che sta soffrendo e che adesso dovrà affrontare un momento (che purtroppo non sarà, non può, essere breve) difficilissimo.

Quasi tutte le forze politiche hanno risposto positivamente all’appello del premier, addirittura Matteo Salvini si è detto “pronto a collaborazione”. Chi invece non ha perso l’occasione per distinguersi è stato il leader in pectore del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, che, anche se sembra troppo spesso dimenticarselo, ricopre tra le altre cose il ruolo di vicepresidente della Camera.

Come sempre gli succede, il giovane nome forte del grillismo non è riuscito a resistere e l’ha buttata in polemica politica. Troppo forte la tentazione di attaccare il presidente del Consiglio, con buona pace della gente che soffre e chiede unità alla politica. No, ancora una volta, prevale la voglia di sfruttare l’occasione per tirare acqua al proprio mulino. Proprio come aveva già fatto, con un indegno post pubblicato su Facebook e poi cancellato dal senatore grillino Gianluca Castaldi nel giorno dei funerali di Ascoli Piceno.

Ieri è stata la volta di Di Maio, sempre meno ragazzo delle istituzioni (non lo è mai stato) sempre più a suo agio nel ruolo di troll a caccia di like sui social network. Il motivo dell’attacco politico? La probabile nomina di Vasco Errani, già presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario per la ricostruzione dopo il sisma del 2012, a responsabile per il governo alla gestione dell’emergenza post-terremoto nel Centro Italia. Una mossa esclusivamente politica da parte di Renzi, secondo il giovane Di Maio. “Renzi affida l’incarico di commissario per la ricostruzione a Vasco Errani, gestisce l’emergenza con le logiche del congresso di partito. Incredibile!”

Nella mente politicizzata di Di Maio, la nomina di Errani da parte di Renzi sarebbe funzionale a mettere la museruola alla minoranza interna del Pd (l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna è uomo molto vicino a Pier Luigi Bersani) in vista della campagna elettorale per il referendum costituzionale di novembre. Chi se ne frega se Errani sia un amministratore capace ed esperto (a differenza di Di Maio che non ha mai amministrato neppure il suo condominio), chi se ne frega se abbia già ricoperto il ruolo di commissario in Emilia, ottenendo risultati invidiabili se paragonati ad altre situazioni in Italia. L’obiettivo del grillismo è rompere la coesione nazionale dalla quale non ha nulla da guadagnare in termini politici. E chi se ne frega soprattutto delle popolazioni che soffrono e che di tutto hanno bisogno fuorché delle risse digitali in politichese. Alla Casaleggio Associati le priorità sono evidentemente altre.

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