L’infamia del Fatto contro Gennaro Migliore

Il Fattone
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Come al solito Travaglio cade sui diritti umani

Se in Italia esistesse un organismo che tutela la dignità professionale dei giornalisti e il diritto dei lettori a non essere imbrogliati e ingannati, tal Giampiero Calapà stamattina sarebbe già stato allontanato dalla categoria, e con lui il direttore del giornale che ha pubblicato e titolato il pezzo.

A caratteri cubitali, oggi il Fatto spara in prima pagina questo titolo: “Diamo Skype ai mafiosi”. La frase è tra virgolette, a significare che è stata pronunciata – esattamente con queste parole, in questo ordine e senza ulteriori specificazioni – da qualcuno.

Chi? Lo spiega l’occhiello: “Il sottosegretario Pd Migliore annuncia lo svuotamento del 41bis”. Sotto il titolo, perché si capisca bene di che cosa stiamo parlando, campeggiano le foto di Riina, Provenzano, Bagarella e Graviano graziosamente incorniciate in una finestra di Skype, l’applicazione che consente di videotelefonare gratuitamente via internet.

L’articolo di tal Calapà riprende alcune dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario alla Giustizia al termine della visita del supercarcere dell’Aquila, alcuni giorni fa, e riprese dal quotidiano abruzzese Il Centro. Andiamo subito a cercare la parte che riguarda le videochiamate: “Pensiamo anche a innovazioni tecnologiche come Skype al posto delle schede telefoniche”. Schede telefoniche? Da quando in qua i detenuti in superisolamento possono usarle? S’è mai visto Riina o Provenzano in fila ad una cabina telefonica?

Migliore, infatti, non stava affatto parlando del 41bis, ma dei detenuti comuni (i quali ovviamente possono telefonare), suggerendo di estendere ad altre carceri la scelta compiuta a Bollate, dove per l’appunto le schede telefoniche sono state sostituite con le videochiamate via internet.

Dunque, un falso bell’e buono: il Fatto ha volontariamente e intenzionalmente diffuso una menzogna diffamante e infamante, procurando allarme nell’opinione pubblica con una manipolazione vergognosa della realtà.

Migliore aveva sì parlato del 41bis, ma in tutt’altri termini: “Fermo restando che ci debba essere una piena applicazione del principio, ossia l’interruzione dei rapporti e dei legami tra le organizzazioni criminali e i loro capi”, aveva detto, “i principi costituzionali e i diritti umani non sono rinunciabili”.

E questa, per il direttore del Fatto, dev’essere la più grande delle bestemmie: rispettare i principi costituzionali e i diritti umani.

 

 

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