L’incesto non deve essere la normalità

Società
ANSA/CIRO FUSCO

Il fenomeno taglia trasversalmente tutte le fasce sociali, anche se emerge maggiormente in quelle meno abbienti. Ed è proprio sul degrado, la povertà materiale che sono necessari interventi incisivi

Una recente ricerca svolta dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Campania ha rilevato oltre 200 casi di maltrattamenti e violenza su minori. La relazione di accompagnamento alla ricerca riporta che ‘ci sono intere zone in quartieri molto critici in cui l’abuso sessuale, l’incesto, è elevato a normalità’. Tutti i mezzi d´informazione hanno parlato di questa ricerca, a volte anche a sproposito. Non è certo un fenomeno di costume, ma sono storie di povertà, isolamento, degrado, esclusione sociale. Si tratta di quartieri disperatamente abbandonati a loro stessi, dove la malavita gestisce il territorio e le attività illecite sono le uniche fonti di guadagno. Le Istituzioni tutte hanno il dovere di accendere i riflettori su questo fenomeno orribile e vergognoso perché non sia solo oggetto di studi e approfondimenti, ma soprattutto oggetto di politiche di prevenzione e di contrasto. Dobbiamo fare di più e agire in modo più efficiente ed efficace per aiutare i cittadini più vulnerabili. Occorre che la Commissione lavori in maggiore raccordo con gli Stati Membri per mettere in campo strumenti più efficaci per garantire crescita e lavoro, per tutelare i soggetti che hanno maggiormente bisogno di protezione e per rafforzare il sistema di garanzia dei diritti dei minori.

La denuncia del Garante per l’Infanzia è solo l’ultimo elemento che si innesca in una situazione già gravemente compromessa. Negli ultimi mesi sono diversi i casi di violenza sui bambini che hanno acceso i riflettori dei media nazionali sulla Campania ed in particolare su alcune aree degradate della provincia di Napoli. Secondo una recente indagine realizzata da Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa Kids, le violenze su bambini e adolescenti sono sempre più diffuse. Accentuate dai rischi legati all’uso delle nuove tecnologie e dalla crisi economica, non vengono quasi mai denunciate. Nel 70% dei casi l’abuso si consuma fra le mura domestiche. A questi vanno aggiunti tutti i minori vittime di trascuratezza materiale e affettiva, di violenza assistita.

La violenza intrafamiliare ha come sfondo una rete di relazioni familiari distorte. Il fenomeno taglia trasversalmente tutte le fasce sociali, anche se emerge maggiormente in quelle meno abbienti. Ed è proprio sul degrado, la povertà materiale che sono necessari interventi incisivi. E’ necessario adesso tenere accesi i riflettori su questi fenomeni che vanno combattuti con determinazione e risolutezza E’ necessario mettere in campo mezzi e risorse adeguate, strategie operative per la protezione del minore e per aiutare le famiglie in difficoltà. L’azione delle Istituzioni non può prescindere da una politica globale di prevenzione primaria, volta ad evitare che si verifichino situazioni di disagio nelle quali spesso, ove non sostenute in tempo, possono innestarsi fenomeni di maltrattamento nelle sue varie forme. Bisogna fornire risposte ed aiuto immediato nei confronti di situazioni specifiche, avviare un piano di attività di sensibilizzazione della popolazione sul tema dell’abuso all’infanzia e della sofferenza minorile. Se non riusciamo a dare risposte su questo tema, se non riusciamo a difendere i soggetti più deboli e vulnerabili non avremo assolto al nostro compito.

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