L’impossibilità (tutta italica) di liberare risorse e investire

ControVerso
edilizia

Veti e controveti, Tar e Tribunali vari bloccano gli investimenti in una galleria degli orrori che non ha paragoni al mondo. Forse sarebbe il caso di darsi da fare perché le cose siano fatte bene e in tempo

Anche ieri l’altro nella discussione del Pd è stato riproposto prepotentemente il tema di come creare occupazione e degli investimenti necessari. Ci vogliono più investimenti e su questo siamo tutti d’accordo. Pubblici e privati. Con una differenza non irrilevante. Gli investimenti pubblici, tante opere necessarie per migliorare le infrastrutture del paese, costano e pesano sul bilancio pubblico che non sta proprio nelle migliori condizioni. Quelli privati costano anche loro, ma attingono ad una ricchezza che è già presente, e che può essere mobilitata, anziché starsene a godere di piccole rendite, di questi tempi, in qualche fondo di investimento.

C’è però una cosa che accomuna i due tipi di investimento, almeno in Italia. La gigantesca difficoltà nel realizzarli. Che si parli di una nuova strada, di un ponte, di una linea metropolitana, di una ferrovia, di un impianto sportivo. A seconda dei gusti. O che si parli di un supermercato, di una nuova fabbrica, di una rete di trasporto di elettricità o di gas, di un impianto eolico, di un albergo o di un baracchino per vendere bibite. Pubblici i primi, privati i secondi, ma ambedue le categorie impelagate in obiezioni di ogni tipo, iter burocratici che al confronto Soldini che fa il giro del mondo in solitario passeggia in tranquillità, veti e controveti, Tar e Tribunali vari in una galleria degli orrori che non ha paragoni al mondo. Non capisco, proprio non capisco, perché non si colga questo dato e non ci si concentri lì. Tutti strillano perché si investe poco e tanti, non tutti, si danno da fare per impedire che ciò che può essere fatto sia fatto. Non ho bisogno di fare esempi che sono sotto gli occhi di tutti. Se qualcuno vuole approfondire può consultare l’elenco delle opere bloccate, disponibile facilmente su internet.

Forse sarebbe il caso di smetterla di storcere il naso, di spaccare il capello in quattro e darsi da fare perché le cose siano fatte bene e in tempo. Altrimenti siamo solo ipocriti. Gridiamo che la casa brucia, che l’occupazione è la prima priorità e facciamo di tutto per fare scappare investitori italiani e esteri, soffiando sul fuoco. Ma cercare di essere coerenti, no? P.S. Mentre scrivevo questo articolo ho letto un articolo sul Sole24: “La Regione contro il gassificatore”. Quale Regione? Una delle tante, scopritelo da voi.

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