Libertà e integrazione, la lezione (al contrario) che viene dall’Olanda

Diritti
JOHANNESBURG, SOUTH AFRICA - JUNE 14:  Dutch fans enjoy the atmosphere ahead of the 2010 FIFA World Cup Group E match between Netherlands and Denmark at Soccer City Stadium on June 14, 2010 in Johannesburg, South Africa.  (Photo by Christof Koepsel/Getty Images)

L’amministrazione comunale sconsiglia l’uso di minigonne per non urtare gli immigrati di fede musulmana. Ed è subito polemica

Nieuw West, cittadina di 130 mila abitanti alle porte di Amsterdam, l’amministrazione comunale ha diramato il seguente divieto: “Le dipendenti non devono indossare una gonna o un vestito che arrivino sopra il ginocchio, e gli stivali al ginocchio sono inappropriati durante il lavoro al banco”.

Se cercate una motivazione sensata a questo ritorno al passato, non lo troverete se non nella composizione del distretto olandese, densamente popolato di immigrati per lo più di fede islamica, che hanno un rapporto molto diverso rispetto a noi occidentali con il ruolo delle donne nella nostra società e in famiglia.

Colpisce anche che a firmare la circolare sia stata proprio una donna, la quale è arrivata a minacciare anche provvedimenti amministrativi per le dipendenti troppo “hot”.

Ma è questo il modello di integrazione che vogliamo adottare? O iniziative di questo genere non fanno altro che alimentare le distanze fra “noi e gli altri”?

La risposta sembra scontata e sorprende che iniziative del genere vengano proprio da un Paese nordeuropeo dove l’immigrazione ha radici più antiche e quindi, si presuppone, siano molto più avanti nel processo di integrazione. Ma non solo, l’Olanda è paese liberal per eccellenza, simbolo di una società moderna e aperta, in cui la legalizzazione delle droghe leggere e la diffusione dei quartieri a luci rosse – solo per citare alcuni esempi – sono un modello a cui si è sempre guardato con interesse.

Non basta che il Comune di Amsterdam si sia affrettato a smentire la direttiva, precisando che si tratta soltanto di norme interne e, ricordando su Twitter, che i “dipendenti pubblici al banco dovrebbero vestire in modo lindo e curato, rappresentativo e professionale, e sta a loro decidere come farlo”.

Non basta, perché non coglie il senso vero del problema, e cioè che il rispetto verso gli altri non si manifesta chiudendosi, semmai esattamente il contrario.

La risposta quindi più sensata l’hanno data le stesse donne di Nieuw West che nel primo giorno di primavera sono andate a lavoro in minigonna, come vuole una tradizione non scritta in Olanda.

Una scelta di apertura, per nulla provocatoria. Una lezione per tutti noi europei che per primi, terrorizzati da coloro che vogliono modificare le nostre abitudini e farci vivere nella paura, ci costringiamo, con assurdi provvedimenti, a cambiare noi stessi.

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