L’Expo sta finendo. Portiamoci a casa la parte migliore

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Compito della politica è favorire un rapporto sano tra civismo, ambiente e cura dei ceti più deboli della società. È uno degli insegnamenti che dovremmo trarre da Expò

L’Expo sta finendo ed è stato un successo, probabilmente perfino superiore alle aspettative, il che spiegherebbe le difficoltà organizzative di queste ultime settimane. Questa vittoria tanto di Milano, quanto dell’Italia va coronata trasformando la nostra percezione del cibo in modo radicale. Il cibo è nutrimento, ma è anche cultura, storia, conoscenze stratificate, un know how che nel nostro paese ha toccato livelli altissimi di specializzazione e diversità, che è poi il motivo per cui all’estero spesso gli italiani si lamentano.

Si diceva che è necessario rivedere il nostro rapporto col cibo, che è anche un rapporto col pianeta e coi nostri simili, per questo all’alba del terzo millennio non è più accettabile nessuna forma di distruzione volontaria del cibo, un vero e proprio scempio morale. Se infatti è già inconcepibile l’obsolescenza programmata degli elettrodomestici che compriamo, l’idea che cibo in perfette condizioni organolettiche possa essere buttato è criminale. Più o meno per il motivo che le nostre madri ci dicevano da piccoli “pensa a chi non ce l’ha”. Nel mondo oltre 800 milioni di persone muoiono di fame. In Italia il 10% è obeso, negli States invece lo è il 35% della popolazione. Mangiamo troppo, ma soprattutto mangiamo male. La differenza tra Italia e Stati Uniti è dovuta solo a quella cultura stratificata di cui accennavamo all’inizio, il sapere dei nonni per intenderci. Ma parliamo di numeri.

Lo spreco alimentare solo nel nostro paese produce 5 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari, il 15% del consumo totale pari ad un controvalore di 13 miliardi di euro buttati nel cassonetto. Il recupero è appena il 10%, per questo un progetto come quello presentato alla Camera dalla parlamentare Dem, Maria Chiara Gadda per favorire il recupero delle risorse alimentari, in una ottica anche di rispetto dell’ambiente va nella giusta direzione. Bisogna ricordarsi che anche per produrre cibo serve energia, ad ogni spreco corrisponde quindi anche dell’energia consumata inutilmente, in un paese come il nostro è un problema che vale doppio.

Iniziative parlamentari e progetti senza fini di lucro come il Banco Alimentare o spin off accademici come il Last Minute Market ci raccontano di una Italia capace di ricostruire un rapporto sano tra civismo, ambiente, cura dei ceti più deboli della società. Compito della politica è quello di favorire questi progetti, a livello nazionale costruendo la cornice giuridica più snella ed efficace possibile, a livello locale mettendo a disposizione risorse come spazi, patrocini, sperimentazioni nelle scuole, attività nei centri anziani. Portiamo a casa la parte migliore dell’Expo.

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