L’endorsement sui sindaci? Ora si fa con il pallone

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Ferma restando l’autonomia ma la Federazione Nazionale della Stampa non ha niente da dire su comportamenti come questi?

Schierarsi è diventato un obbligo al quale sembrano non potersi più sottrarre organizzazioni, enti e anche sindacati i quali, invece, dovrebbero fare proprio dell’equidistanza e della libertà individuale di espressione la loro cartina di tornasole. L’ultimo esempio viene proprio dal mondo del giornalismo che mostra di non voler esser da meno di organismi più rilevanti in questa gara.

Tramite la Lettera di notizie sui mass me dia di Franco Abruzzo – un utile foglio online che ci tiene costantemente informati su quanto avviene nel nostro mondo – apprendo che il sindacato lombardo dei giornalisti, a Milano, appoggia Silvio Berlusconi (e Stefano Parisi) e si schiera contro Renzi (e Beppe Sala).

Scelta geniale e linguaggio veramente azzeccato. Qualcuno spieghi ai firmatari – i quali dovrebbero per mestiere spiegare le dinamiche elettorali e istituzionali al pubblico che né il vecchio Berlusconi né il giovane Renzi sono candidati alla carica di sindaco di Milano. Il tifo da ultras può giocare pessimi scherzi. Va precisato che “La Lombarda” non è la terza squadra di Milano ma la più grande delle Associazioni regionali di stampa che compongono la FNSI e che è proprio il presidente di suddetta associazione ad avere organizzato uno degli appuntamenti del Circolo della Stampa (fondato e controllato dal sindacato regionale) che sembra fatto apposta per un endors ement ufficiale nei confronti di Parisi. A otto giorni dal voto.

L’incontro di sponsorizzazione elettorale di Parisi, inserito tra gli appuntamenti ufficiali de “I Sabati al Circolo della Stampa” mira a far schierare i cinquemila giornalisti soci della Lombarda. Impresa non facile.

Francesco de Bonis ci dettaglia poi, nella stessa nota, che “anche Beppe Sala, per la cronaca, sarà presente nelle stanze di Palazzo Bocconi quella stessa settimana. Ma come relatore, lunedì 23 maggio, di un dibattito (non organizzato dal Circolo della Stampa) cui non interverrà nessun esponente della ‘Lombarda’. La differenza di trattamento è balzata agli occhi a molti giornalisti iscritti all’Associazione”. Ferma restando l’autonomia ma la Federazione Nazionale della Stampa non ha niente da dire su comportamenti come questi? Mi sia permessa una domanda, volutamente retorica e infantile: non è che i voti della Lombarda pesano tanto, forse troppo, anche a Roma?

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