L’emozione del Sì

Referendum
Alcuni membri del comitato del si al referendum consegnano le firme in Cassazione a Roma, 14 luglio 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Non possiamo emozionarci prima di capire ed anche dopo è un po’ difficile trovare l’entusiasmo giusto. Dobbiamo razionalmente compiere un processo prima di comprensione e poi di adesione. Lo stesso sta accadendo davanti al Sì e al No

Come nell’arte esiste una politica emozionale e una politica concettuale. Per capirsi, l’arte concettuale è il famoso orinatoio di Marcel Duchamp capovolto.

Un esempio di arte emozionale il Guernica di Picasso. In politica si potrebbe dire che il No è concettuale e il Sì emozionale. Vi spiego il perché. Il Sì si basa solo sulla nostra coscienza, la nostra volontà e la nostra capacità di essere curiosi del futuro anche se magari non si capisce bene come sarà questo futuro. Siamo però davanti a Guernica come davanti al sì in un “Open Mode” ossia disponibili a lasciare entrare dentro di noi emozioni, intuizioni, idee, entusiasmi.

L’Open Mode, lo spirito aperto è quello che in arte ci consente di essere creative, di sviluppare idee per poi analizzarle e poi scartarle o realizzarle. Davanti all’Orinatoio invece dobbiamo essere pronti ad immaginare la stessa cosa solo capovolta e capire il perché di questo gesto.

Non possiamo emozionarci prima di capire ed anche dopo è un po’ difficile trovare l’entusiasmo giusto. Dobbiamo razionalmente compiere un processo prima di comprensione e poi di adesione. Lo stesso sta accadendo davanti al Sì e al No. Davanti al Sì c’è chi è in un Open Mode pronto ad abbracciare il possibile cambiamento e a farsene partecipe. Davanti al NO c’è chi invece è in un serrato Close Mode.

Ha già scartato la possibilità che un cambiamento sia possibile , pensa solo ad una società identica a se stessa solo cap ovolta. Gli artisti concettuali considerano il concetto, appunto, superiore al gesto. Prediligono l’idea rispetto alla forma anche se l’idea non porta da nessuna par te. L’orinatoio una volta rimesso nella posizione giusta ritorna ad essere un orinatoio mentre Guernica anche se lo appendiamo a testa in giù mantiene il suo potere stravolgente anche se magari è un po’ più complicato guardarlo.

L’Orinatoi parla agli addetti ai lavori come il No parla ai politici di professione. Guernica parla al mondo, compresa la gente che magari di arte non ne sa molto, come il Sì parla alla gente che magari di politica ne capisce poco ma è curiosa e cerca dentro e fuori se stessa una trasformazione non solo ribaltamento delle cose senza che queste cose c a m b i n o. Sicuramente Duchamp fu geniale e ha aperto una fase della storia dell’ar te molto importante ma dopo un secolo la rincorsa all’idea e alla provocazione è tornata al punto di partenza e c’è poco da inventare.

Picasso con Guernica ha trascinato il mondo dentro il quadro e ha aperto per l’arte strade che non si sono più chiuse. Il dilemma quindi per chi vota come per un artista è lo stesso. Scegliere di avere una mentalità Open, pronta a recepire gli impulsi del mondo e della realtà o scegliere di avere una mentalità Close, chiusa, godendosi le proprie idee insieme ad un numero ristretto di persone, rischiando però di scoprire che non c’è più nulla da inventare e di conseguenza nulla più da immaginare.

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