Legge elettorale? Confrontiamoci

Referendum
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, partecipa alla Festa dell'Unità di Reggio Emilia, 08 settembre 2016.
ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI-TIBERIO BARCHIELLI
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Questo referendum non riguarda la legge elettorale, i poteri del premier o la durata della legislatura. Chi vota Sì vuole ridurre il numero dei parlamentari, chi vota No salva tutte le poltrone della politica

Finalmente abbiamo sparecchiato il tavolo politico da tutte quelle cose che impedivano una sana discussione di merito nel prossimo referendum co stituzionale. Abbiamo spersonalizzato, come richiesto da tutti o quasi, e non parliamo più di durata del governo o della legislatura. Abbiamo dato la disponibilità a cambiare la legge elettorale e siamo pronti a confrontarci sull’Italicum in modo libero con tutti. Abbiamo dimostrato che questa riforma non tocca minimamente il sistema dei poteri del premier, del controllo e delle garanzie. Abbiamo dimostrato, documenti alla mano, che tutte le forze politiche in passato proponevano di ridurre il numero dei parlamentari e di eliminare il bicameralismo paritario.

La differenza è che noi non ci siamo limitati a proporlo: noi lo abbiamo fatto. E se i cittadini italiani al referendum diranno Sì, la politica ridurrà le poltrone. E soprattutto l’Italia sarà più semplice. Insomma, questo referendum non riguarda la legge elettorale, i poteri del premier o la durata della legislatura. Chi vota Sì vuole ridurre il numero dei parlamentari, chi vota No salva tutte le poltrone della politica. Chi vota Sì vuole contenere i costi della politica, chi vota No è contento di quanto spendiamo oggi. Chi vota Sì vuole abolire il Cnel, vuole favorire la partecipazione dei cittadini, vuole cambiare le regole tra Stato e Regioni, mentre chi vota No lascia tutto come è oggi. Se non ci credete, leggete cosa c’è scritto sul quesito che troverete sulla scheda referendaria.

E chi può darci una mano, è il benvenuto sul sito www.bastaunsi.it. Se volete, potete creare un comitato (ad oggi sono più di tremila). Potete dare una mano per sostenere le spese della campagna (siamo oggi a quota 106.000 euro, con piccoli versamenti). Potete diventare volontari e seguirci sia via web che negli incontri organizzati in tante città italiane e a livello personale. La cosa bella ce la siamo detta in questi giorni a Lecce, Reggio Emilia, Firenze, Catania: è che questo referendum restituisce la palla ai cittadini. Per anni i politici hanno chiesto un sacrificio alla gente. Adesso le parti si invertono, e sono i cittadini a chiedere ai politici di ridurre costi e posti, stipendi e poltrone. Per farlo, basta un sì

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