L’egemonia populista sul disagio sociale

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epa05387851 A newspaper showing news of Brexit lies atop the Shard over looking the City of London in London, Britain, 24 June 2016. London's financial centre has reacted negatively following the news that Britain voted to leave the EU.  Prime Minister David Cameron has also stated he will resign.  EPA/ANDY RAIN

Questa nuova ideologia riesce a intercettare le inquietudini nei confronti della globalizzazione che da più parti viene percepita come una minaccia piuttosto che come opportunità

Con la fine del Novecento abbiamo archiviato le grandi ideologie che hanno contraddistinto il Secolo Breve. La globalizzazione e le nuove tecnologie hanno dato il via ad un cambio dei paradigmi tanto da affermare di vivere in una società liquida e post ideologica.

Le ultime vicende internazionali, la Brexit in primis, ci suggeriscono che una nuova ideologia sta prendendo il posto delle vecchie: ciò che convenzionalmente chiamiamo populismo sta diventando l’ideologia liquida. Sfugge alle tradizionali collocazioni destra/sinistra, si adatta facilmente alle diverse sfumature della protesta e del disagio. Riesce ad intercettare le inquietudini nei confronti della globalizzazione che da più parti viene percepita come una minaccia piuttosto che come opportunità. Il populismo è l’ideologia del “qui ed ora”, del “noi contro loro”.

Riesce a modellarsi ai paradossi del nostro tempo. Lo abbiamo visto con il voto sulla Brexit: molti immigrati hanno votato per il Leave. Coloro che hanno beneficiato dell’apertura verso società multietniche vivono con paura l’apertura verso gli altri. Un mondo che immaginavamo globale ed aperto ci invia, sempre più spesso, segnali di chiusura. Ciò che noi chiamiamo populismo riesce a interpretare la paura dell’accoglienza e il disagio verso un ordine costituito che ha, per molti, la forma indefinita ma ben presente delle istituzioni sovranazionali che vengono percepite solo come una rappresentazione degli interessi di pochi.

Il populismo dà voce al malessere delle periferie e il voto britannico ne ha dato una plastica rappresentazione. La forbice tra centro e periferie è sempre maggiore e i partiti tradizionali faticano ad interpretare questo disagio che non è solo economico ma anche sociale ed esistenziale. Credo che proprio questo sia uno dei grandi temi del nostro tempo. Nel nostro Paese, ad esempio, il Mezzogiorno è una grande periferia e il successo o meno di qualsiasi forza di governo ha la sua chiave nella soluzione del problema Sud. La politica dovrà dimostrare di saper ascoltare questo disagio e trovare soluzioni efficaci altrimenti quello che chiamiamo populismo diventerà una ideologia tanto liquida da diventare difficile da controllare.

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