L’effetto boomerang delle bugie del Fatto sui numeri

Il Fattone
La candidata M5S a sindaco di Roma, Virginia Raggi, durante la chiusura della campagna elettorale in piazza del Popolo, Roma, 03 giugno 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Le bugie sui voti del Pd nei comuni potrebbero ritorcersi contro il M5S al ballottaggio

Col passare dei giorni, i consensi del Pd calano inesorabilmente. Si è votato soltanto domenica, ma i risultati arrivano ogni giorno, e ogni giorno che passa il Pd – almeno a leggere il Fatto – perde un po’ di elettori: una proiezione del senatore Federico Fornaro prevede che nel giro di una settimana, non di più, saranno ridotti a zero.

Lunedì, a urne per dir così ancora calde, il giornale di Travaglio spiegava ai propri lettori in prima pagina che “i candidati di Renzi fanno flop”. E vabbè. Martedì un primo aggiustamento al ribasso: “Il Pd – citiamo sempre il titolo di apertura – ha il 22% di voti in meno”. Che significa? In meno rispetto a quando? E se sono calati i votanti, non è ragionevole che calino anche i voti? Ma questi sono dettagli di nessun conto: il succo è che il Pd è finito sotto un treno. Ahia.

Pensavamo di aver sofferto abbastanza, e invece oggi assistiamo sgomenti ad un nuovo, brusco, clamoroso crollo del Partito democratico: “È il governo della minoranza”, strilla il Fatto in prima. E spiega: “Alle Comunali i Dem si fermano al 26%”. Quando è successo? Ieri notte? Secondo le analisi compiute dall’Istituto Cattaneo di Bologna, unanimemente riconosciuto come la fonte più autorevole quando si parla di flussi elettorali e di analisi del voto, il centrosinistra è al 34, 3% (il centrodestra al 29,5% e il M5s al 21,4%): ma il Fatto, proprio come Alessandra Ghisleri, la sondaggista preferita di Silvio Berlusconi e di Massimo Giannini, nasconde sotto il tappeto le liste civiche che hanno sostenuto i candidati del Pd e il gioco è fatto.

Ora, diciamoci la verità: è vero che siamo ancora in piena campagna elettorale (anzi, ci siamo molto più di prima), ma è anche vero che taroccare la realtà non è un buon servizio per nessuno, e magari potrebbe persino avere un effetto contrario alle intenzioni: fingere che il partito di Renzi sia crollato può aiutare la partecipazione al secondo turno degli elettori di centrosinistra, così come dipingere un trionfo del M5s che non c’è stato può indebolire la mobilitazione grillina per il ballottaggio. Meglio raccontare le cose come stanno, e aspettare che vinca il migliore.

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