Le vie dei migranti

Immigrazione
Refugees and migrants arrive on a dinghy from the Turkish coast to the Greek island of Lesbos, Friday, Dec. 18, 2015. European Union leaders on Thursday set a six-month deadline for deciding whether to push ahead with plans for a border guard agency that could deploy to member states unable or unwilling to manage their borders as thousands of migrants continue to arrive in Europe daily. (ANSA/AP Photo/Santi Palacios)

Ben venga l’accordo con Ankara, nonostante i dubbi che restano circa la sua fattibilità pratica e legale. Temo però che non questo sarà sufficiente

L’accordo con la Turchia è e resta un tassello importante per avere una gestione umana a coordinata della crisi dei rifugiati ed il governo italiano ha fatto benissimo a lavorare al Consiglio per trovare una complicatissima quadra con Ankara. L’intesa raggiunto è stata fortemente migliorata grazie anche alla pressione esercitata dal Parlamento europeo e dal gruppo dei Socialisti e Democratici. Quindi ben venga l’accordo con Ankara, nonostante i dubbi che restano circa la sua fattibilità pratica e legale. Temo però che non questo sarà sufficiente. Ammesso e non concesso che l’accordo garantisca un flusso di rifugiati ordinato e organizzato lungo la rotta balcanica, questo non avrebbe però alcun impatto sui flussi provenienti dalla Libia verso l’Italia. Flussi che certamente aumenteranno con l’arrivo della primavera. Paradossalmente un filtro all’ingresso della rotta balcanica potrebbe spingere migliaia di migranti economici provenienti dall’Africa a preferire la rotta libica verso l’Italia. Con quale autorità legittima e legittimata Roma o Bruxelles si dovrebbero interfacciare per siglare un accordo di cooperazione con una Libia ancora in pieno caos istituzionale e sempre più minacciata dall’Isis?

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