Le sfide della banda larga

Innovazione
BIE - Banco de Imagens Externas da Agência Senado.

Cabo de rede.

Crédito: Edilson Rodrigues/Agência Senado

Le sfide che l’Italia può e deve giocare sulla banda larga per recuperare il notevole ritardo accumulato

Se nel dopoguerra autostrade e ferrovie hanno contribuito in modo determinante al miracolo del boom economico, trasformando l’Italia da Paese agricolo ad industriale, oggi la costruzione di una rete a banda larga rappresenta un indispensabile fattore di crescita per lo sviluppo dell’economia e della società digitale.

In gioco c’è il futuro dell’Italia. Dalla realizzazione di questa importante infrastruttura immateriale passa l’ammodernamento della società italiana: l’innovazione dei processi produttivi, l’organizzazione del lavoro e del tempo libero, la nascita di nuovi servizi ed imprese, la semplificazione del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Processi di cambiamento che hanno ricadute positive non solo sul prodotto interno lordo, con la conseguente creazione di ricchezza e posti di lavoro, ma anche sulla qualità della vita dei cittadini e sulla salute del tessuto imprenditoriale.

Ecco perché il piano di investimenti per la banda larga presentato dal presidente del Consiglio assume una rilevanza strategica. Dodici miliardi di euro, di cui 7 pubblici e 5 privati, per dotare la Penisola di una dorsale di comunicazione indispensabile per restare al passo con il mondo avanzato.

L’Italia deve recuperare un notevole ritardo. Il Rapporto 2015 del Desi (Digital Economy and Society Index), l’indice definito dalla Commissione europea per misurare il livello di sviluppo digitale dei Paesi dell’Ue, siamo al 25° posto della classifica. Peggio di noi soltanto Grecia, Bulgaria e Romania.

La banda larga, quindi, è la grande opera pubblica di cui l’Italia ha bisogno se vuole compiere quel passaggio epocale da società post-industriale a società dell’informazione, dove la produzione, l’elaborazione e lo scambio di dati sono il cuore pulsante della vita economica e sociale di un Paese.

Le connessioni attuali non basteranno a supportare il traffico dati per l’erogazione di servizi di qualità in settori in continua crescita. Ecco quali sono alcune delle sfide che l’Italia può e deve giocare con la banda larga.

Video Hd e Realtà virtuale – Dall’intrattenimento all’informazione al lavoro condiviso in rete … i video an alta definizione e la realtà virtuale rappresentano già il presente del web. Basti pensare alla diffusione di filmati sui social network, al grande mercato streaming dei prodotti culturali o alle piattaforme per il telelavoro.

E-governament e Big data – Abbandonati ormai da un pezzo gli archivi cartacei, istituzioni e pubbliche amministrazioni si troveranno a gestire grandi moli di dati in formato digitale e ad erogare una svariata quantità di servizi online a cittadini ed imprese.

E-commerce – La vendita di beni e servizi online rappresenta già un enorme giro d’affari per le imprese non solo della new, ma anche della old economy. Un mercato che nei Paesi più avanzati è in fase galoppante.

Telemedicina – È la nuova frontiera della medicina. Già sperimentata negli Usa consente di abbattere le distanze, i tempi e quindi i costi delle prestazioni sanitarie, ma soprattutto rappresenta un valido strumento di comunicazione per la ricerca e la formazione a distanza.

 

 

foto: flickr.com/agenciasenado

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