Le Olimpiadi? Un’occasione che Roma non deve perdere

Roma
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Virginia Raggi e il M5s non vuole questa opportunità rifiutandola con sdegno e pochi argomenti, il NO è il loro mestiere

Le Olimpiadi a Roma sono già iniziate, a prescindere da come andrà l’assegnazione del prossimo anno. Grazie ai 100 milioni di euro stanziati dal Governo per favorire la realizzazione di impianti sportivi nelle periferie urbane, Roma avrà – già da quest’anno – il campo Giannattasio ad Ostia e il Palazzetto di Corviale.

Con i 500 milioni di euro destinati alla riqualificazione urbana delle periferie il governo ha affermato con grande chiarezza che se nei quartieri periferici riusciremo a creare occasioni di vita comunitaria, sostenendo le realtà più difficili, porteremo sicurezza, creando luoghi in cui sia possibile vivere insieme, gettando le basi per un rinnovamento culturale in cui lotta alla dispersione scolastica, alla delinquenza e alla disoccupazione, diventeranno comune denominatore per rilanciare e sostenere zone oggi abbandonate. Nei prossimi anni sempre più persone andranno a vivere nelle città, che cresceranno a dismisura: per questo o saremo capaci di vincere la sfida creando nelle città spazi di vita e di comunità oppure ci troveremo di fronte a grandi quartieri dormitorio.

Totti, Candreva, De Rossi, Alessia Filippi, Federica Pellegrini, la lista dei campioni in prima fila a sostegno dei Giochi Olimpici a Roma si allarga con il passare delle ore; a questi nomi vanno aggiunte le tante associazioni, che pur non avendo la stessa forza mediatica, sostengono con convinzione e impegno la candidatura di Roma ravvisando tutte le straordinarie opportunità che potrebbero aprirsi per la nostra città.

Qualcuno  vorrebbe far credere che le associazioni sportive dilettantistiche romane non abbiano a cuore il bene di Roma: questo è uno degli aspetti più desolanti di questa vicenda. La nostra città è piena di appassionati sportivi che vivono quotidianamente la difficoltà di poter fare pratica sportiva. Ultimamente, Alessia Filippi ha raccontato le difficoltà che ha dovuto affrontare solo per raggiungere da Tor bella Monaca la piscina dove si allena e, proprio per questo, si sta spendendo perché crede che le cose possano cambiare consentendo anche a chi vive nelle periferie di poter praticare attività sportiva. Lo sport è un diritto di cittadinanza e come tale va finalmente riconosciuto e garantito. Questa è forse un’idea “criminale”?

È del tutto evidente che non lo sia. Chi pratica sport a Roma lo fa tra mille difficoltà e, spesso, le associazioni che se ne fanno carico rappresentano un baluardo contro il degrado e la microcriminalità. Tuttavia, negli ultimi mesi molte associazioni che gestiscono un bene del patrimonio di Roma Capitale hanno visto aumentare l’affitto dei locali a cifre indegne, le stesse che devono pagare i locali commerciali. Eppure, continuano a essere dei presidi in territori di frontiera contribuendo in maniera determinante a consolidare lo spirito di comunità e a sostenere le realtà più difficili. Anche pensando a loro sono stati stanziate le risorse dal governo perché dare una mano reale alla comunità è prima di ogni altra cosa un atto politico, una scelta molto chiara.

E’ vero, Roma ha bisogno di molto altro; una delle cose di cui necessita in questo momento è non perdere l’occasione di ottenere i 3 miliardi di Euro che riceverebbe in caso di assegnazione dei Giochi Olimpici. Questi, infatti, sono i fondi che il Comitato Olimpico Internazionale e gli sponsor darebbero al Comune di Roma se dovesse vincere la sfida per la candidatura e rappresenterebbero un terzo in più dell’attuale bilancio comunale. Quei fondi sarebbero destinati per costruire il progetto, ma considerato che Roma ha già il 70% degli impianti realizzati, le risorse potrebbero essere usate per la città: mobilità sostenibile, palestre scolastiche, infrastrutture e un villaggio olimpico che, conclusa l’Olimpiade, potrebbe dare ospitalità alle famiglie delle persone ricoverate al Policlinico di Tor Vergata, il quale ospita molti malati provenienti da fuori Roma e, insieme, si potrebbe investire sul campus universitario. Infine, avremmo finalmente a disposizione tutte le risorse necessarie per completare le cosiddette “cattedrali nel deserto” rendendole strutture finalmente al centro del territorio.

Virginia Raggi non vuole questa opportunità rifiutandola con sdegno e pochi argomenti, il NO è il loro mestiere, lo abbiamo visto in Parlamento anche sulla legge sul Dopo di Noi, una legge a favore delle persone con disabilità grave e gravissima su cui il M5S ha ovviamente opposto un netto rifiuto. Tuttavia, vorrebbe far pagare ai cittadini romani una funivia per collegare Casalotti a Battistini nella fantasiosa idea che in questo modo si risolverebbe gran parte del problema relativo al traffico in quella zona di Roma. Nello stesso momento rifiuta i 3 miliardi di Euro che verrebbero dati a Roma dal Comitato Olimpico Internazionale e che sarebbero utili anche per migliorare la mobilità di tutte le periferie di Roma. Non solo quella di Casalotti ma anche quella di Morena o Ponte di Nona per esempio perché i cittadini e le periferie sono tutti uguali. Sono certa che i cittadini romani di buon senso scelgano pensando al futuro e al bene di questa città. Facciano, cioè, una scelta consapevole che superi gli slogan e la vuota propaganda quella dove non conta più il messaggio ma chi lo porta. Diamo un’opportunità alla nostra città.

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