Le monetine di Napoli

Primarie
Le operzioni di voto per le primarie del centrosinistra per il candidatoi a sindaco di Napoli, effettuate in una ex sede del Partito comunista italiano  6 marzo 2016.
 ANSA/Ciro Fusco

Fare chiarezza e non arrendersi alla inevitabilità di certe pratiche

Non è accettabile che davanti ai seggi delle primarie – e davanti ai seggi elettorali in generale – circolino soldi. Molti o pochi non ha importanza. Nemmeno le monetine.

Le primarie di Napoli sono comunque state un fatto di democrazia che le scene immortalate da Fanpage macchiano ma non annullano. In ogni caso, si faccia chiarezza. Meglio se prima del ventilato ricorso di Bassolino.

Ma quello che è ancora più intollerabile è che si consideri ineluttabile la pratica di fare regali o regalini agli elettori. Che si ritenga che “a Napoli è così”, che “si è sempre fatto così”. Che alcuni iscritti al Pd pensino che in fondo è normale. Perché il problema non sono i candidati – men che meno Valeria Valente e Antonio Bassolino – che sono sempre all’oscuro di certi modi di fare: il problema sono quei dirigenti di vario livello che pensano di farsi belli “vincendo” in un modo o nell’altro sul proprio territorio.

Detto questo, Beppe Grillo sciacalleggia e monta la panna. Un diversivo per distrarsi dalle storie di spionaggio di cui si starà certamente occupando.

 

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