Le “magliette gialle” di Milano, l’orgoglio della democrazia

Liberazione
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Il Pd milanese ha garantito a Beppe Sala, Stefano Parisi e alla Brigata Ebraica la possibilità di prendere parte pacificamente al grande corteo del 25 aprile. Una straordinaria prova di maturità politica

Quanto successo oggi a Milano dimostra, più di tante inutili parole, da che parte sta la democrazia. Lo diciamo senza paura di smentita: oggi la democrazia sta dalla parte della “magliette gialle” di Bella Ciao Milano, sta dalla parte del Partito Democratico.

Come ogni anno, infatti, il corteo del 25 aprile era a rischio contestazioni. C’era il candidato sindaco del centrosinistra, Beppe Sala, che ancora qualcuno si ostina a descrivere come uomo non abbastanza di sinistra (ovviamente non argomentando mai a dovere questa tesi), c’era il popolo del Pd, colpevole di stare in un partito che sta provando a governare il Paese e la stessa città di Milano, c’era il candidato sindaco della destra Stefano Parisi (in piazza a rendere il giusto tributo ai partigiani, mentre i suoi alleati leghisti giocavano con le ruspe e tiravano sassate al campo rom di via Idro), c’era la Brigata Ebraica, che ogni anno finisce al centro di assurde polemiche identitarie e settarie.

Ma per fortuna c’erano anche loro, le “magliette gialle”. Uomini, donne, ragazzi che hanno garantito, mettendoci la faccia e mettendosi a disposizione delle forze di sicurezza, la protezione di tutti (sì, è assurdo parlare di protezione in un giorno di festa, ma purtroppo è così). Parisi, a differenza di quanto accaduto dieci anni fa a Letizia Moratti, ha potuto sfilare, senza particolari problemi, da corso Venezia fino in piazza Duomo. E così tutti gli altri. Una trentina di quelli che ci ostiniamo a chiamare “antagonisti” (sono semplicemente dei qualunquisti, anche abbastanza ignoranti visto il tenore dei loro insulti) ha provato a rovinare la festa a migliaia di cittadini milanesi, intestandosi un qualche diritto esclusivo alla celebrazione.

Agli insulti e all’odio il numeroso e colorato gruppo del Pd, che trova nella “magliette gialle” la sua rappresentazione più bella, ha risposto nella maggior parte dei casi con un sorriso (garantisco, l’ho visto con i miei occhi) e con l’orgoglio di sapere di stare dalla parte giusta. Quella della democrazia e della libertà.

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