Le lotte di corrente lasciamole al congresso

ClasseDem
classedem

Gli interventi “contestati” dalla minoranza Pd, quelli di Renzi e Orfini, nulla hanno avuto a che fare con “insulti o altro”

Leggo alcune dichiarazioni assurde, in merito a ciò che sarebbe stato detto durante gli incontri di #ClasseDem a Roma. Alcuni membri della minoranza Pd sostengono che, in quelle due giornate, si sarebbe parlato male di loro. Niente di più falso. Nel weekend appena trascorso abbiamo affrontato tematiche di varia natura, a partire dalla lezione magistrale di Reichlin, agli incontri politico/istituzionali con il ministro Madia e il viceministro Bellanova.

Gli interventi “contestati” dalla minoranza Pd, quelli di Renzi e Orfini, nulla hanno avuto a che fare con “insulti o altro”. Assieme a loro abbiamo ragionato su ciò che, in questi giorni, alcuni membri della minoranza Pd avevano scritto sui giornali, inserendo il tutto in un ampio ragionamento sul senso profondo dell’unità del nostro Partito Democratico. Non è stata la sala di #ClasseDem a definire qualcuno “arrogante e irrispettoso”; non sono stati né quei giovani (di cui faccio parte, con orgoglio) né i relatori a riempire le pagine dei giornali con critiche velenose contro i propri compagni di partito.

E mi dispiace, profondamente, che si stia cercando di utilizzare quella “Classe democratica” (nel nome e nel senso reale del termine), per continuare nel gioco puerile di “buoni contro cattivi”. Le nuove classi dirigenti meritano rispetto. I militanti meritano rispetto. E francamente delle lotte di corrente me ne occuperei volentieri in un futuro congresso. Anche perché ogni giorno ha la sua pena e almeno di questa, negli ultimi due giorni, ne abbiamo fatto volentieri a meno.

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli