Le lacrime di Mogherini simbolo di un’umanità calpestata

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epa05225167 Federica Mogherini the High Representative of the European Union for Foreign Affairs and Security Policy  cries during Joint press conference with Jordanian Foreign Minister Nasser Judeh in Amman Jordan on 22 March 2016, on hearing the news of the fatal terror attacks in Brussels.  EPA/JAMAL NASRALLAH

I volti dell’Alto commissario e dell’ex ministro Bonino segnano la vittoria di una politica umana rispetto a una semplice macchina del consenso

Il pianto di Federica Mogherini, l’espressione di Emma Bonino interrogano e sollecitano una risposta più di mille bla bla. Non si tratta di abdicare al discorso, inteso come argomentazione razionale. Però in nome di una ragione astratta non possiamo rinunciare all’umanità degli esseri umani, a quell’umanità derisa e calpestata da chi semina il terrore. E il pensiero, quello vero, sgorga proprio dalle sensazioni, dalle emozioni, dai sentimenti e dalla loro elaborazione; non è un automatismo. Non a caso i volti fragili di Bonino e di Mogherini, oltre a dar voce, per certi versi, alla fragilità e alla vulnerabilità del Vecchio Continente e di ciascuno di noi, hanno argomentato con sapienza e discernimento rispetto agli eventi.

E che dire di Emmanuel Levinas e della sua filosofia del volto? È l’incontro con il volto di Altri, è l’ascolto della sua parola a scuoterci da un presente teso solo ad appagare le nostre pulsioni di soggetti singoli, chiusi e separati. Suggestiva è pure l’immagine sartriana del volto come trascendenza visibile. Le espressioni di Mogherini e di Bonino, infatti, ci hanno posto al cospetto di persone uniche, irripetibili, diverse da me, da te, da lui. Ci hanno posto al cospetto dell’alterità, non di cloni che pronunciano parole già dette, frasi già morte.

È la vittoria della Politica, di quella degli umani, rispetto alla macchina del consenso o della persuasione.

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