Le domande che vorrei si facessero al Sindaco di Roma

ControVerso
La sindaca di Roma Virginia Raggi in aula Giulio Cesare in Campidoglio, durante l'assemblea comunale straordinaria sul caso rifiuti, Roma, 10 agosto 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Qualche suggerimento per i giornalisti per superare i veti imposti

Bisognerà che prima o poi qualche giornalista che abbia il privilegio di superare gli sbarramenti eretti dal Sindaco di Roma, Virginia Raggi, nei confronti delle domande scomode (a proposito di trasparenza) le faccia queste domande. Che non riguardano frigoriferi e materassi, né bambini delle elementari educati all’uso delle biciclette e alla buona pratica della raccolta differenziata, ma invece questioni di fondo sul futuro della Capitale d’Italia.

Mi permetto di suggerirne qualcuna. Che idea ha la prima cittadina del futuro di Roma? Quale è il modello che la ispira ? Cosa deve essere Roma? Quali sono le leve principali del suo auspicabile sviluppo economico? Burocrazia, turismo, cultura, terziario avanzato? C’è qualche idea? Come intende l’Amministrazione pentastellata affrontare il peso del gigantesco debito? Nuove tasse? Tagli delle spese? A che punto è il piano di rientro concordato con il Ministero del Tesoro? Cosa intende fare il Sindaco della pletora di partecipate controllate dal Comune, che assorbono ingenti risorse economiche in cambio di servizi assai poveri? È previsto un piano di dismissioni e di eventuali privatizzazioni? Quali sono gli investimenti principali che l’Amministrazione intende fare e quali sono le infrastrutture sui cui intende puntare?

Onestamente a me dei possibili avvisi di garanzia dell’Assessore Muraro interessa poco e altrettanto poco mi interessa sapere con quale professore ha studiato Virginia Raggi. Ma mi piacerebbe molto, prima o poi, sapere come la pensa su questioni ben più importanti per la Città. Prima o poi e, naturalmente, se qualche pensiero di questo genere c’è. Ma se nessuno glielo chiede…

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