L’autosufficienza M5S, elogio dell’impotenza

ControVerso
Da sinistra Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico in un fermo immagine preso dal video in diretta streaming sulla pagina Facebook dello stesso Roberto Fico. Roma, 12 gennaio 2016. ANSA/ FACEBOOK ROBERTO FICO +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

Due domande (che rimarranno senza risposta) ai vertici del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle io proprio non riesco a capirlo. Giovedì uno dei suoi esponenti maggiori, Roberto Fico, ha dichiarato in un’intervista a “Repubblica”, che mai e poi mai i 5Stelle faranno alleanze o apparentamenti con altre forze politiche. E che questo vale per la formazione dei governi municipali oggi, e domani per quello nazionale. Bene, posizione legittima. Ma siccome al tempo stesso i 5Stelle accusano la nuova legge elettorale, l’Italicum, perché renderebbe maggioranza una minoranza, seppur attraverso un doppio turno elettorale e un ballottaggio, vorrei sapere due cose.

Primo. Non accade esattamente le stessa cosa alle prossime elezioni comunali? Se dovessero vincere a Roma o in qualche altra città questo avverrà grazie al fatto che una minoranza al primo turno si trasformerà in una maggioranza al secondo? O no? E in caso prevedibile di forte astensionismo non sarà una minoranza di elettori a determinare il vincitore? E non sono forse queste le regole di ogni democrazia, per cui ha ragione chi va a votare? E che fine faranno le accuse a tutte le altre forze politiche di governare grazie al voto di una minoranza di italiani? Secondo. Pensa forse il Movimento 5 Stelle di potere prendere alle prossime elezioni politiche, se cadesse l’Italicum e quando mai saranno, il 51% dei votanti (non degli elettori) tutto da solo? O siccome questo è evidentemente impossibile ha u n’idea di qualche alleanza da fare oppure l’unica cosa che saprà fare sarà quella di “tirarsi fuori”? E perché una legge elettorale a doppio turno va bene per le città, ma non per l’Italia? Domande tutte senza risposte a meno di non cominciare a capire che il tuo scopo non è quello di costruire un’impossibile setta di “puri”, ma competere ed eventualmente governare accettando le regole della democrazia.

Vedi anche

Altri articoli