L’auto ha cambiato le città. E ora diventa anche intelligente

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Le automobili sono diventate gli abitanti più stabili ed esigenti delle nostre città e dei nostri territori

L’automobile ha cambiato nel ’900 e soprattutto nel secondo dopoguerra la struttura e la configurazione delle città. Ha reso necessarie strade più larghe, segnaletica verticale e orizzontale, parcheggi, semafori, rotonde e spartitraffico. Ha confinato i pedoni in appositi spazi protetti. Contemporaneamente ha consentito alle città di divenire più “larghe”. In un’ora di automobile raggiungi distanze una volta impossibili con la trazione animale. Ha creato pendolari e “commuter”.

Ha sdoppiato per tutti, e non solo per i ricchi, residenze e luoghi di villeggiatura e ha introdotto l’abitudine allo week-end. Le automobili sono diventate gli abitanti più stabili ed esigenti delle nostre città e dei nostri territori. Occupano porzioni enormi di spazio, sono divenute sempre più accoglienti e addirittura capaci di intrattenerci, facendoci accettare il fastidio di code e ingorghi.

Adesso, piano piano, arriveranno automobili sempre più intelligenti. Non subito quelle a guida completamente automatica, che si aggireranno con a bordo non più guidatori, ma ospiti temporanei. Magari anche da sole per andare a raccogliere qualcuno da qualche parte. L’automazione arriverà gradualmente, con l’immissione di quantità di “intelligenza” sempre superiori.

Con motori totalmente o parzialmente elettrici ridurrà anche il maggior punto di conflitto, dovuto all’inquinamento. Come cambieranno ulteriormente le nostre città? Un animale “artificiale”, le cui capacità evolutive si sono dimostrate superiori a ogni previsione, continua a mutare e ad adattarsi. E come ogni animale potente modifica contemporaneamente l’ambiente intorno a sé. Probabile che uno dei fattori di successo di alcune città rispetto ad altre sarà proprio la capacità di accogliere, adattandosi, questa nuova generazione di auto intelligenti.

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