L’assurda teoria di Grillo: votate come foste asini

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Negli individui civilizzati oltre alla pancia si cerca di mettere in funzione anche il cervello

Credo sia sfuggito ai più, o almeno non ho letto particolari commenti, un fondamentale articolo di Beppe Grillo sul Fatto di un paio di giorni fa . Titolo: «Il paradosso dell’asino». Svolgimento.

L’elettore è come l’asino di Buridano. Il quale, come è noto, posto alla esatta medesima distanza da due balle di fieno non riesce a decidersi su qual scegliere e muore di fame. Secondo Grillo questo avviene perché l’asino ragiona troppo. Se invece desse retta alla pancia non avrebbe problemi.

Quindi l’elettore al prossimo referendum non deve ragionare, dice Grillo. Corre il rischio di andare in confusione e di farsi venire dei dubbi. Deve invece dare retta alla sua pancia. Deve adottare, sono parole del Grillo, «Una linea guida valida in tutti i casi. Se lo dice Renzi, allora è sbagliato». Ecco la soluzione. Migliaia di anni di epistemologia, la scienza che studia i nostri processi conoscitivi, risolti in un attimo dal filosofo Grillo.

Non ragionate, date retta alla pancia. Per cui se Renzi domani dice che siamo in autunno non credetegli. Sicuramente la stagione è u n’altra. Ed ecco spiegato anche il modo in cui Grillo governa i 5 Stelle. «Cari pentastellati, siccome siamo tutti asini, non cercate di ragionare. Tirate un bel vaffa a chiunque e andiamo avanti».

Ora che la pancia abbia un ruolo nel determinare le nostre scelte nessuno lo nega. Ma negli individui civilizzati oltre alla pancia si cerca di mettere in funzione anche il cervello. E, quando questo non è accaduto, la psicologia delle masse guidate solo da eccitatori di movimenti intestinali ha prodotto tragedie immani.

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