Lascio l’Anpi, ormai è diventata una costola della sinistra ideologica

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Il corteo organizzato dall'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani, per il 25 aprile, 25 aprile 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La decisione di dire No al referendum costituzionale è puramente politicista ed è stata presa senza coinvolgere la base

Con questa lettera ho comunicato all’Anpi di Pesaro la mia decisione di riconsegnare la tessera di “nuovo partigiano”. Sottolineando in particolare che io non ho mai ricevuto lettere di convocazione ai vari congressi, compreso l’ultimo.

 

Cari compagni,
con la presente vi riconsegno la tessera 2015 intendendo con ciò di non voler più far parte dell’Associazione.

Avevo aderito con entusiasmo al progetto di impegnare come “nuovi partigiani” giovani e meno giovani che, di fronte al naturale estinguersi dei “partigiani veri”, sapessero dare continuità alla missione di far vivere i valori e le idee che animarono la lotta partigiana in tutte le sue componenti politiche.

La decisione di fare campagna per il No al referendum sulla riforma costituzionale è inaccettabile. Per ragioni formali: presa dai vertici della Associazione senza coinvolgere la base, a partire da quei pochi “partigiani veri” ancora in vita e dei quali ho letto indignate proteste. Io stesso non so perché non sono mai stato convocato per i congressi.

Per ragioni sostanziali: basata su una “intangibilità della Costituzione” che non appartiene né ai partigiani, né ai padri della Costituzione. I partigiani costituenti scrissero la Costituzione mediando fra diverse impostazioni in nome del bene supremo dell’unità nazionale. Intangibile è la prima parte della Carta, quella che contiene i principi e i diritti fondamentali; e questi non sono toccati dalla riforma. La seconda parte della Carta contiene i meccanismi e l’organizzazione dello Stato la cui efficacia è essenziale per attuare i principi sanciti nella prima parte. Molti di questi sono stati attuati in ritardo o ancora non sono pienamente attuati causa il mal funzionamento delle istituzioni che devono decidere e attuare le scelte.

Il No dell’Anpi appare dunque come una decisione puramente politicista. Questo mi conferma che l’Anpi, senza i veri partigiani, rischia purtroppo di diventare una costola di formazioni politiche di una sinistra ideologica interessata a dare testimonianza verbale di alcuni valori senza incidere nella realizzazione concreta dei principi della Costituzione.

Mi dispiace, ma tutto questo non mi appartiene. Se le cose cambieranno sarò felice di rientrare. Resto partigiano nel cuore battendomi per vedere realizzati i principi fondamentali della Repubblica.

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