L’Antitrust oscura 174 siti contraffatti di grandi marche

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TO GO WITH AFP STORY BY Edouard GUIHAIRE
Participants work on laptops as they take part in a "Battlehack" competition in London on April 25, 2015. Programmers and developers have twenty four hours to produce a useable software application.
AFP PHOTO/JUSTIN TALLIS        (Photo credit should read JUSTIN TALLIS/AFP/Getty Images)

I consumatori erano tratti in inganno dalla struttura dei siti, predisposti in modo da apparire rivenditori ufficiali dei marchi e dei prodotti pubblicizzati

Una persona su due fa acquisti su Internet. E’ un dato su cui riflettere. Anche per questo l’Ocse rilancia il suo programma di tutela del consumatore on line e tutte le autorità intervengono a livello nazionale. Accade anche in Italia, dove l’Antitrust da tempo è in prima linea sul fronte della lotta alle pratiche scorrette perpetrate in rete.

Da questo nasce il nuovo intervento del Garante della concorrenza e del mercato a tutela di coloro che acquistano sul web prodotti contraffatti di marchi famosi, ritenendoli originali. Con sei provvedimenti, l’Agcm aveva intimato ad altrettanti operatori commerciali, tutti di nazionalità extra-europea, di sospendere entro due giorni ogni attività diretta a vendere su Internet articoli di questo genere. Gli interessati non si sono adeguati alle prescrizioni e perciò l’Antitrust ha disposto l’oscuramento di 174 siti sul territorio italiano, con la collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Svariati i motivi dell’azione. In seguito alle segnalazioni presentate da Adoc e Indicam (organismo di Centromarca che combatte la contraffazione), il Garante aveva infatti accertato che gli operatori spacciavano per autentici prodotti di varia natura:

  • Occhiali da sole di note marche, spesso pericolosi e con alcune caratteristiche, come la protezione ai raggi UV e la qualità delle lenti, che non risponderebbero alle effettive caratteristiche dei prodotti offerti;
  • Scarpe da passeggio e da ginnastica (messe in vendita con i marchi contraffatti di Nike, Timberland, Gucci, Fendi, Michael Kors), destinate anche ai bambini, in numerosi campioni di calzature importate dalla Cina, fra cui scarpe e scarpine anche per bambini, con percentuali allarmanti di cromo esavalente, sostanza altamente cancerogena;
  • Capi di abbigliamento di famose griffe, contaminati in quanto tinti con sostanze chimiche pericolose che possono alterare anche il sistema ormonale dell’uomo;
  • Prodotti di bigiotteria e orologi di gran moda ( Tiffany, Gucci, Fendi, Michael Kors) spacciati per argento e realizzati in una lega rame/zinco con rivestimento galvanico in nichel, composizione metallica che provoca spesso allergie e bruciature.

I consumatori erano tratti in inganno dalla struttura dei siti, predisposti in modo da apparire rivenditori ufficiali dei marchi e dei prodotti pubblicizzati: non solo i nomi, ma anche le immagini e le foto inserite, a fronte di sconti consistenti rispetto ai prezzi ufficiali, tendevano a rendere credibili le offerte. Per l’allestimento e per la grafica, questi siti risultavano su Internet cloni di quelli originali, senza fornire le informazioni prescritte dalla legge sui diritti degli acquirenti in tema di recesso, ripensamento e garanzia.

Istruttiva, in un’ottica di prevenzione, la lettura dei provvedimenti (PS10350 – YAO TOM- VENDITA ON LINE PRODOTTI CONTRAFFATTI ; PS10351 – LEE FEI-VENDITA ON LINE PRODOTTI CONTRAFFATTI ; PS10352 – LUIGI CARDINAEE -VENDITA ON LINE PRODOTTI CONTRAFFATTI; PS10353 – ZHANG YIYI-VENDITA ON LINE PRODOTTI CONTRAFFATTI ; PS10354 – GERYI WANG-VENDITA ON LINE PRODOTTI CONTRAFFATTI; PS10355 – YINSI BAOHU-VENDITA ON LINE PRODOTTI CONTRAFFATTI ).

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