L’amore che sovrasta la dottrina, un’altra rivoluzione

Vaticano
Pope Francis

Ora si chiude davvero la discussione di tutte le chiese del mondo sulla famiglia e sulle relazioni affettive in un lunghissimo Sinodo che ora dovrà essere messo in pratica dall’azione concreta dei vescovi

L’esortazione apostolica post-sinodale, «Amoris laetitia». Un testo denso, ampio (263 pagine) che raccoglie i contributi dei due recenti sinodi sulla famiglia ma che è soprattutto la potente summa del pensiero di Papa Bergoglio. Non solo sulla famiglia. Dopo una prima lettura, una vera e propria galoppata, si condivide in pieno la raccomandazione iniziale del Papa: «Non consiglio una lettura generale e affrettata». I temi del suo pontificato ci sono tutti: lavoro, rispetto della natura, migrazione, periferie. Ma il centro di tutto sono l’amore e le relazioni amorose nelle loro varie declinazioni e sfumature, concrete e irrepetibili. Anche se non dubito che l’attenzione mediatica si concentrerà sulle bellissime pagine di esaltazione dell’amore erotico. Con una premessa decisiva: «Ricordando che il tempo è superiore allo spazio, desidero ribadire che non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero». Certo «è necessaria una unità di dottrina e di prassi ma ciò non impedisce che esistano modi diversi di interpretare..». Quello che bisogna evitare sono i due rischi così diffusi dentro e fuori la chiesa: da una parte stravolgere e cambiare tutto o dall’altra applicare le norme generali della tradizione. È una tentazione molto presente anche nella cultura «laica» disorientata dalle modificazioni profondissime delle affettività: non rifletterci su con consapevolezza oppure arroccarsi nella conservazione per paura del cambiamento. Vediamo i punti più attesi. L’Eucarestia ai divorziati. Come nell’Evangelium gaudium, testo capitale del pontificato diceva che le realtà sinodali hanno una loro autorità (come il Papa chiese per il caso della pedofilia) così ora applica sul serio il suo principio ispiratore, quello del Concilio vaticano II e cioè l’autonomia degli episcopati locali. Dall’alto della autorità dottrinale, il pontefice rafforza quella delle comunità episcopali ovvero legittima la prassi delle parrocchie e dei vescovi nel consentire l’eucarestia ai divorziati valutando caso per caso. Prendendo sul serio il dibattito sinodale, nel metodo e nel merito. Misericordia, perdono e ascolto per le coppie in difficoltà significa piena legittimazione dei loro vissuti. Bene espressi dal Cardinale Schoenborn che ha parlato di emozione nel vedere cancellati i due binari: da una parte le famiglie che sono a posto, in cui va tutto bene e dall’altra quelle irregolari, vissute come un problema. Il che non è. E il riferimento era alla sua esperienza di figlio di separati. Elogio del Discernimento. Con linguaggio colto e raffinatissimo «prego caldamente – scrive Begoglio – di ricordare sempre … che sebbene nelle cose generali vi sia una certa necessità quanto più si scende alle cose particolari, tanto più si trova indeterminazione». Ma anche con espressioni estremamente comunicative: «il discernimento deve aiutare a trovare le strade possibili di risposta a Dio e di crescita attraverso i limiti. Credendo che tutto sia bianco o nero, a volte chiudiamo la via della Grazia e della crescita e scoraggiamo percorsi di santificazione». Il discernimento per individuare la specificità dei casi particolari, le singole esperienze esistenziali irriducibili, senza cancellare o minimizzare il valore della norma generale. Senza la banalizzazione di una facile casistica, si potrebbero trovare in questo testo spunti preziosi non solo per la Pastorale ma anche per i temi più spinosi della moderna bioetica. E veniamo all’elogio dell’amore appassionato, quello sessuale ed erotico, così si esprime il Papa,senza temere equivoci o fraintendimenti e senza il bisogno di edulcorarlo con quello fraterno e spirituale. Non un «male permesso» o «un peso da sopportare» ma «una visione positiva della sessualità nella sua integrità e con sano realismo». Non si deve temere il desiderio per paura del dolore come dicono correnti spirituali sempre più diffuse ma come dicono altri maestri orientali allargare la coscienza del corpo, dilatare il desiderio nelle infinite espressioni del linguaggio del corpo. Contro le relazioni frettolose e superficiali vince «la tenerezza per un’intimità consapevole e non meramente biologica» e che si legge nella raccomandazione alle coppie di baciarsi la mattina prima di cominciare la giornata. Personalizzazioni, soggettività, libertà individuali, libertà di scelta senza individualismo. Contro ogni forma di violenza e di sudditanza, no al dominio contro ogni sottomissione anche erotica e quando Paolo scrive che «le mogli siano sottomesse ai loro mariti» si raccomanda di contestualizzare (Efesini 5,22). Parole bellissime scrive contro ogni prevaricazione: «C’è un punto in cui l’amore della coppia raggiunge la massima liberazione e diventa uno spazio di sana autonomia: quando ognuno scopre che l’altro non è suo… nello stesso tempo il principio di realismo spirituale fa sì che il coniuge non pretenda che l’altro soddisfi completamente le sue esigenze…». E dopo un esortazione finale ad «aprire il cuore a quanti vivono nelle disperate periferie esistenziali» si chiude davvero la discussione di tutte le chiese del mondo sulla famiglia e sulle relazioni affettive in un lunghissimo Sinodo che ora dovrà essere messo in pratica dall’azione concreta dei vescovi.

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