L’addio di Cindy Crawford, ovvero: faremo mai pace con lo scorrere del tempo?

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La dichiarazione della modella, che si ritirerà il 20 Febbraio nel giorno del suo 50esimo compleanno, riaccende il dibattito su una questione centrale: l’uomo occidentale e il suo disperato tentativo di sconfiggere l’avanzamento del tempo

“Tutto scorre”. Quello che oggi potrebbe essere uno slogan pubblicitario potentissimo, ad uso, per esempio, di un digestivo, oppure di una campagna elettorale – il politico di turno che promette di sconfiggere il problema del traffico cittadino – in realtà è un’intuizione molto antica. Viene, infatti, dagli albori della cività occidentale: apparterrebbe ad un certo Eraclito, proveniente da un territorio che oggi rintracceremmo in Turchia e, cinque secoli prima di Cristo, si chiamava Efeso. Poco si sa di lui, ma il suo celebre aforisma sembra echeggiare come uno spaventoso monito nel nostro mondo contemporaneo; quasi come si contrapponesse a uno degli istinti più radicati dell’uomo di oggi: fermare il tempo.

E questa di sottrarsi allo scorrere del tempo è una parabola che investe le celebrità così come l’uomo comune, in una titanica opposizione contro i segni dell’invecchiamento; l’eco mediatica di chi sembra avere la meglio sulla natura occupa le pagine dei giornali, in un triste illusione collettiva, che spinge a ripudiare anche solo l’idea della morte, vero e proprio rimosso dell’uomo occidentale. Ma la congenita repulsione verso ciò che c’è di più abissale e profondo tende a far galleggiare costantemente l’essere umano in superficie, relegandolo, in questo senso, alla superficialità. E da dentro questo nuovo vuoto, che l’individuo crea intorno a se stesso cercando di colmare quello della morte (spesso con l’artificio della scienza al servizio della chirurgia estetica), emerge qualche volta un sintomo di malessere: qualche increspatura della superficie.

Come accade in questi giorni con le dichiarazioni di Cindy Crawford, che il 20 Febbraio compirà il suo 50esimo compleanno e non riesce più a sostenere la battaglia che la vede impegnata ad apparire innaturalmente giovane: la stessa di 30anni fa. “”Sono certa che nei prossimi anni mi farò ancora scattare foto, ma non come modella. Cosa altro posso fare? Non posso continuare a reinventare me stessa ogni giorno. Non ho altro da dimostrare e non ce ne è nemmeno motivo”,

Con queste parole la modella dice di voler uscire di scena, aggiungendo, alla fine della dichiarazione, una postilla rivelatoria: non c’è nessun reale motivo di combattere il tempo. Ciò che si agita in superficie ha ragioni profonde, non ha senso continuare a ignorarlo approntando dei rimedi che sono peggiori del male dal quale vogliamo sottrarci. Per dirla di nuovo con Eraclito: “Pánta rêi ”.

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