L’aborto e il diritto delle donne di scegliere

Community
corsia-ospedale-3

Dalla nostra community una lettera aperta a Mario Adinolfi

Quanto è difficile prendere “la penna” in mano certe volte, e scrivere col cuore. Oggi é una di quelle volte. É da poco morta una ragazza durante un intervento di interruzione volontaria di gravidanza. Al dolore della famiglia per la perdita della giovane figlia, probabilmente si è aggiunto, prima, il dolore della ragazza che ha dovuto compiere una scelta tanto difficile. Già, una scelta. Se oggi una donna può scegliere se portare avanti o meno una gravidanza, può farlo perché la legge glielo consente. Una scelta possibile frutto di battaglie nel nome di donne che quel diritto non l’hanno avuto, nel nome di quelle tante donne che per interrompere in clandestinità una gravidanza, sono morte. Una scelta possibile grazie ad un referendum.

Giova ancora ricordarlo? É forse ancora così utile spiegare quale ferita lascia nel corpo e nell’anima di una donna una scelta tanto dolorosa? Si sceglie di abortire per tanti motivi, intimi, personali, diversi da donna a donna: questa scelta mai è fatta con leggerezza e sempre ne resterà traccia indelebile nell’animo della donna che l’ha compiuta, che mai smetterà di chiedersi quale sarebbe stato il volto di suo figlio, se avrebbe preferito sciare o nuotare, se gli sarebbe piaciuta la pizza o la pasta, se sarebbe stato maschio o femmina, se. Quei “se” probabilmente accompagneranno per sempre il cammino di una donna.

In mezzo a tanto dolore, poi, una pratica figlia del nostro tempo: l’utilizzo di un fatto di cronaca come argomento a sostegno di una propria battaglia. E così, puntualmente, il fronte degli antiabortisti, capitanato da chi tra l’altro si oppone pure al riconoscimento delle unioni civili e di altri diritti, cavalca la notizia in modo, a mio avviso, bieco e meschino. Tanto più deplorevole perché questa battaglia viene condotta da chi non invoca l’applicazione di una legge divina, dei dettami religiosi, solo per credo o dopo una introspezione mistica e profonda, ma perché gli fa comodo per ritagliarsi una nicchia di rappresentatività e visibilità. Ma se ad una donna, o ad una coppia, viene riconosciuto un diritto, si pensa forse che questo diritto leda la sfera dei diritti di un’altra donna o di un’altra coppia? Ed il libero arbitrio, la scelta, allora, che l’abbiamo ricevuta a fare?

Rispetto ed ammiro una donna che davanti al bivio, pur con mille difficoltà, decide di portare avanti una gravidanza, così come rispetto chi davanti a quel bivio sceglie la strada opposta. Non sono nessuno per giudicare, condannare o esaltare quella scelta. Sono solo un donna che magari davanti a quel bivio si troverà o potrebbe essersi trovata. Rispetto una scelta che è tale per tanti motivi, e che è possibile grazie alla battaglia di tante donne che hanno lottato perché una donna potesse decidere se interrompere o portare avanti una gravidanza con la sicurezza di un’assistenza medica e dopo aver scelta intima,personale. Perchè quella scelta reca il nome di ogni donna che, in un tempo non molto lontano, è morta perché obbligata a praticare in clandestinità e senza supporto l’interruzione di una gravidanza.

A favore o contro l’aborto, nessuna donna dovrebbe consentire che qualcuno strumentalizzi questo tema solo per un posizionamento politico e da falso moralizzatore. A favore o contro, ogni donna dovrebbe lottare per difendere questo diritto non solo per sé ma per consentire una scelta in libertà (e sicurezza medica) a un’altra donna posta davanti a quel bivio.
Caro Adinolfi, spero che queste mie parole possano esserti di aiuto a capire quanto a volte il silenzio sia tanto prezioso.

Vedi anche

Altri articoli