L’abbattimento dei misteri

ControVerso
PAP01 - 19970223 - EDINBURGH, SCOTLAND : (FILES) A file photo dated 23 February 1997 of Dolly, the world's first cloned sheep, who has arthritis in her left hind leg at the hip and the knee.  Professor Ian Wilmut, of the Edinburgh-based Roslin Institute who led the team which cloned the animal, said there was no way of knowing if the five-year-old's condition was a result of the cloning process.    EPA PHOTO     PA FILES/PA/mk/mda    (UK OUT, NO FILES/MAGS/SALES/INTERNET)

L’idea di trovarci con una copia perfetta di noi stessi o di un conoscente ci spaventa ed è giusto sia così. Ma non possiamo nasconderci, questo è il vero salto di qualità

Il 5 luglio di esattamente venti anni fa, nel 1996, nasceva il primo mammifero clonato. La famosa pecora Dolly , nata da tre madri. Quella donatrice del DNA, quella donatrice della cellula embrionale e quella ospitante la gestazione. Ha campato abbastanza a lungo ed è poi stata soppressa in un’età matura per malattie sopravvenute, non diverse dalle malattie che solitamente colpiscono le pecore nate secondo tradizione.

Da allora molti mammiferi sono stati clonati e si è fatto anche qualche tentativo di riportare in vita animali estinti, di cui si conservano tessuti grazie alla criogenia. Teoricamente sarebbe possibile predisporre una specie di Arca di Noè in cui conservare per il futuro tutte le specie, che corrono il rischio di estinguersi, riportando così sempre indietro la storia. Da allora si è clonato un po’ di tutto , compresi tori e cavalli di razza, nella speranza di replicare le doti eccezionali dei donatori. I cinesi pare siano piuttosto bravi a clonare i maiali. Qualcuno ha anche riportato in vita in questo modo l’amato cane o gatto, compagni di molti anni e qualcuno ha anche annunciato di avere clonato un essere umano, ma siccome tale pratica è giustamente vietata in tutto il mondo, non se ne sono amai avute le prove certe.

L’idea di trovarci con una copia perfetta di noi stessi o di un conoscente ci spaventa ed è giusto sia così. Ma non possiamo nasconderci, questo è il vero salto di qualità, che la clonazione che ha dato vita a Dolly e tutte le possibilità che ne sono derivate, ha tolto ogni carattere misterioso al processo da cui nasce la vita. Trattasi semplicemente di un processo biologico, riproducibile e controllabile. Se sia giusto o no e a che cosa serva è altra questione, che ha che fare con le domande che noi umani giustamente ci facciamo. Ma nel frattempo scopriamo che la vita e il mondo non hanno niente né di misterioso, basta voler cercare, né di definitivamente “religioso”. Toccherà a noi scegliere cosa sia moralmente accettabile e dove stabilire il confine del “sacro”. Ma lo possiamo fare solo usando la ragione. Dio e natura ci aiutano poco e i misteri non costituiscono più un ostacolo. Tanta libertà e sempre maggior responsabilità. Le due cose vanno insieme.

 

(Nella foto la pecora Dolly nel 1997)

 

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