La vera (inquietante) storia dei rifiuti a Roma e la cattiva propaganda della Raggi

Roma
Immondizia in Via Giolitti, nei pressi della stazione Termini, 12 luglio 2016 a Roma.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

A Roma c’è l’emergenza rifiuti. Non è la prima volta. Le ragioni sono molte, ma in questo caso il problema è chiaro e non è nuovo

Ora vi racconto una storia.

A Roma c’è l’emergenza rifiuti. Non è la prima volta. Le ragioni sono molte, ma in questo caso il problema è chiaro e non è nuovo. I camion dell’Ama arrivano al Tmb di Malagrotta, impianto di Colari (cioè Cerroni) e restano fuori. Perché non vengono fatti entrare? Sono troppi per essere trattati adeguatamente, direte voi.

E invece non è così. La ragione è che la società adduce difficoltà logistiche. Così i camion restano lì, saltano i turni e nella città si accumulano rifiuti. Non è la prima volta che accade, come dicevo. In questi casi l’amministrazione chiede alla prefettura di intervenire per far smaltire senza intoppi “logistici” i rifiuti, intervenendo su chi gestisce l’impianto (Colari).

L’amministrazione Raggi fa una scelta diversa. Il neo assessore Muraro si presenta come un’invasata all’Ama e in diretta streaming chiede ai vertici dell’azienda di risolvere attivando il tritovagliatore di Rocca Cencia.
Si potrebbe far notare che il movimento 5 stelle ha fino a ieri fatto battaglie durissime contro la gestione del ciclo dei rifiuti a Rocca Cencia, ma per un momento lasciamo stare la polemica.

Il fatto grave è che il tritovagliatore costa, non risolve perché comunque i rifiuti andranno poi portati in un Tmb. E non si capisce perché un assessore invece di chiedere che la prefettura estenda gli orari previsti per il conferimento dei rifiuti così da superare gli intoppi logistici, si inventa una soluzione non conveniente e impone all’Ama di metterla in pratica.

Vi do qualche indizio.

Primo indizio: il tritovagliatore è di proprietà di Colari (anche se ceduto in affitto). Come il Tmb di Malagrotta. Se il Tmb di Colari rallenta, il tritovagliatore di Colari risolve. E i cittadini pagano.

Secondo indizio: Colari (cioè Cerroni) è la società con cui la allora non ancora nominata neo assessore e Vignaroli – deputato grillino – si incontrarono in segreto (altro che streaming).
Convocando a quell’incontro i vertici Ama, senza alcun titolo per farlo. Con l’aggravante che Vignaroli è vice presidente di una commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e quindi dovrebbe tenersi mille miglia lontano da riunioni operative con i soggetti su cui dovrebbe vigilare.

Ora forse abbiamo capito meglio le ragioni di quell’incontro e il quadro che emerge è ancora più allarmante.
Onestamente ho dei dubbi che il comportamento dell’assessore sia corretto. L’obiezione dei vertici Ama che per affidare a quello specifico impianto il trattamento dei rifiuti servirebbe una gara mi pare abbastanza sensata.
Ma la cosa che davvero fa impressione è questa commistione impropria tra interessi privati, amministrazione e parlamentari grillini.
È tutto molto poco chiaro e per niente trasparente.

Non so quanto Virginia Raggi sia consapevole di quello che fanno i suoi collaboratori. Su questi temi non ha speso una parola. Oggi si è solo limitata a rivendicare l’assunzione delle maestre come primo risultato della sua amministrazione, ignorando che quel risultato è dovuto a un atto del governo a cui i grillini si sono opposti in parlamento. Fossi in lei lascerei stare la cattiva propaganda e controllerei meglio come i suoi assessori gestiscono i dossier più delicati. Perché stanno accadendo cose davvero inquietanti.

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